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Subito in salita l’EuroCup della Fortitudo. Ribadito che il Valencia (surclassato lo Zeleznik) è la grande favorita del girone (magari anche per il cin cin finale) specie ora che con l’arrivo di coach Spahia ha sistemato un po’ di cose e sta per fare un colpo da 90 con Ruben Patterson, compagno di giochi di Boykins, e di Matt Nielsen da Lyetuvos. Lamma e compagni dovranno fare la corsa su Artiand: batterli a casa loro sarebbe stato un bel passo, perdere di 9 con in pugno il match per 30′ sa tanto di harakiri. Bisognerà rimediare espugnando Belgrado (ipotetica cenerentola ma nella sua terra sarà, more solito, molto orgogliosa), ribaltando la differenza canestri coi Dragoni e magari fare l’impresa martedì prossimo quando al Paladozza arriverà Ruben Douglas, il match winner più famoso della storia biancoblù. La Coppa può essere un intralcio, in fase di ricostruzione, ma la Effe ci tiene, sia per cancellare la figura di un anno fa, sia perché è una delle vie che portano all’Eurolega, sia perché la Effe da oltre un decennio è entrata di diritto nel blasone europeo. Intanto, il doppio innesto Strawberry-Fucka va, ma non ha risolto d’incanto i problemi di Sakota per i quali, oltre a nuovi innesti, serviranno scelte decise ed un miglioramento collettivo attraverso il lavoro. Risolta la pratica lunghi, si spera con Dikoudis, cui però l’ipotesi di un ritorno a casa e in Eurolega (Panionios) sta facendo fischiare le orecchie, per un po’ si dovrebbe considerare chiusa la fase dei cambiamenti e lavorare sul materiale adisposizione(un roster da l2 effettivi da gestire senza dover per forza accontentare sempre tutti). Se Dj Fragola si è rivelato un succoso fragolone, e obbligherà Woods ad un rientro in punta di piedi perché l’ex Maryland un canestro lo sa fare (più note erano le sue doti difensive, ma ad Albuquerque in D-League viaggiava a 31 di media) e allora bisognerà spartirsi il companatico affettuosamente, e non ingordamente come ha fatto il Woods della prima ora. Per ottenere ciò potrebbe esserci una via interna: considerando il motore ingolfato di Huertas, ricaduto in Germania nelle sue false partenze (e presto accantonato da Sakota), il jolly potrebbe essere Strawberry play, non il suo ruolo naturale ma, a pelle, il talento abbondante, e la sua serenità al debutto in un mondo nuovo, indice di una intelligenza sopra la media, sono indizi interessanti. In questo modo Dj potrebbe rinunciare a qualche tiro e trovare la sintonia con Woods e Gordon sulle gerarchie offensive verrebbe più naturale. Dj vuole vincere: «Fare il play? No problem, si difende, si attacca e si vince in cinque. Posso segnare, ma non vivo per quello. Voglio vincere, e mi sono già accorto che qui il livello è alto, e si deve dare il massimo. Con Artiand non ero felice per me, se faccio 50 punti e perdo non mi va bene e noi abbiamo buttato via un match che, con un maggior controllo nella prima parte, potevamo chiudere. Il tifo dei Dragoni mi ha esaltato, ho bisogno di emozioni, non vedo l’ora di giocare davanti alla Fossa, ho già visto che siamo fatti per stare insieme, e vincere il più possibile». Un chiodo fisso, lo ripete e ripete, vincere. E Huertas? Forse con minori responsabilità addosso, potrebbe uscire dalla crisi d’identità in cui sembra finito (e anche l’uso a singhiozzo da parte del coach conferma questa diagnosi, ma non lo aiuta), a meno che non si vogliano ascoltare le sirene spagnole, ma sarebbe un peccato: perfino Djordjevic, dopo i primi due mesi, a Milano stavano per tagliarlo. In attesa di Bagaric (per lui e Woods nei prossimi giorni si saprà se c’è l’ok per Ferrara), che resta un incognita per i suoi frequenti malanni, Fucka è stato un ritorno sottovalutato, forse per l’età. Ma Gregor si è sempre allenato scientificamente, è integro e soprattutto ora ha una forza ulteriore che non aveva da giovane, quando andava in tilt all’improvviso a livello mentale (ricordate gli scontri con l’attuale gm Savic che lo ipnotizzava?): pensate che i suoi “sì, no, sicuramente”, le risposte ad ogni intervista, ora sono sostituiti da una bella dialettica, addirittura racconta le barzellette in pullman, lui in passato solo e taciturno con le sue cuffiette, tra lo stupore di tutti. Ma 37 anni hanno il loro peso: crollato lui, ha ceduto tutta la difesa, ma l’Airone è stato preso per dare minuti qualità e non stare in campo 32′. Altri arrivi a parte, serve uno scatto d’orgoglio di tutti: Slokar deve dire se vuol cacciare le streghe, Cittadini dimostrare che merita di più dei pochi minuti che gli vengono concessi anche perché lui non fa molto per far cambiare idea al coach, Mancio convincersi che può essere decisivo non solo quando fa gol, ma più ancora quando lascia il segno anche in difesa. Stringi, stringi, il guaio irrisolto è la difesa (anche in Germania violentati di tiri da tre, 12/17 per i Dragoni),e lo si risolve solo in gruppo, con l’apporto di tutto l’organico.

Categoria: Basket
 

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