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L’allarme è suonato ieri in modo stentoreo quando la Fortitudo si è trovata a due punti dalla retrocessione, merito del successo di Ferrara su Rieti (due squadre che nel girone di ritorno ospiteranno la GMAC), nelle stesse ore in cui sbarcava a Valencia dove domani si gioca la residue chance di qualificazione alle Top 16 di Eurocup. La Fortitudo ha lasciato la rabbia di Caserta – gara ritenuta dallo staff la migliore della stagione – alle spalle, è salita su un aereo a Napoli, su un altro a Madrid e all’ora della cena si è allenata in Spagna. La linea del club è quella di evitare che ogni sconfitta debba per forza produrre dei colpevoli o teste da far rotolare. Non siamo ancora a metà campionato, la classifica è corta e non c’è per nulla la disponibilità a rinunciare ad una rimonta. Per questo si naviga a vista, aggiornando la situazione di gara in gara, ma non ci sono necessariamente tagli in vista, rinunce, tentativi di migliorare la squadra riducendo il tasso di talento. Il club non ha preso posizione neppure nei confronti della severa contestazione inscenata prima della partita di Caserta. Il disavanzo di 12 punti nel primo quarto dimostra che forse la manifestazione poteva essere rimandata al termine della partita. Così non sarà stata un suicidio sportivo ma di sicuro non ha aiutato. Se questo era il fine. E’ quello che voleva dire Dalibor Bagaric a fine gara quando si è alterato nei confronti della tifoseria che aveva rifiutato il saluto dei giocatori.

WOODS – Detto questo i problemi restano e sono seri. Proteggere Qyntel Woods per non sacrificare il miglior giocatore della Fortitudo può anche essere comprensibile ma è un fatto che finora le sconfitte siano arrivate comunque. La Fortitudo è 2-7 con Woods in campo, 3-5 senza. Tiro da fuori non ne sta dando (7/31 da tre), continuità nemmeno, il ruolo di leader non gli interessa e a Caserta ha stabilito il primato stagionale di palle perse con sei. Un Woods così non serve. Forse può cambiare passo, è in grado di farlo, ma dovrà farlo a dispetto di un ambiente che ormai non lo sostiene più. Domenica sera contro Teramo (quattro vittorie esterne consecutive) avrà contro non solo una delle migliori squadre del campionato ma anche un pubblico che non lo sopporta. E quello della Fortitudo è tanto disponibile prima quanto difficile da riconquistare dopo un fattaccio. Probabile che su Woods si tirino le somme dopo Teramo.

STRAWBERRY – II guaio è che la coesistenza Woods-Strawberry appare difficile. DJ sta segnando tanto ma tirando male soprattutto da tre (6/31). E’ stato preso perché atletico, con punti nelle mani ed eccellente difensore (a suo credito finora ha 19 palle recuperate e 13 perse). Ma in una squadra poco funzionale sta tirando anche troppo, si sovrappone a Woods e la squadra perde equilibrio perché non coinvolge più i lunghi (in ripresa Papadopoulos a Caserta) e relega tutti gli altri a ruoli secondari. A questo punto o Strawberry viene insignito del ruolo di prima punta, ma può esserlo solo se Woods parte, oppure viene riconfigurata la squadra risolvendo il problema. Se Strawberry tira sempre, non può giocare assieme a Woods. Di sicuro dei due il più gradito oggi è DJ e in prospettiva può essere un giocatore molto importante in Europa. Ma ad alto livello non è un realizzatore.

Categoria: Basket
 

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