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Se il canestro decisivo di Kieron Achara ha fatto compiere alla Fortitudo un notevole passo in avanti nella corsa alla salvezza, la squadra di Cesare Pancotto si trova ora di fronte ad un’occasione d’oro: la sfida di domenica a Rieti, infatti, concede alla Fortitudo la possibilità di mettere tra sé e l’ultimo posto sei punti, ma soprattutto il 2-0 negli scontri diretti sia nei confronti dei laziali che di Udine, impegnata a Cantù (con Jerome Allen atteso di ritorno da Philadelphia all’immediata vigilia della gara). Tuttavia, la GMAC dovrà prima superare un ostacolo durissimo. Quando si affronta Rieti, infatti, giocare in casa oppure in trasferta fa tutta la differenza del mondo. Una considerazione valida nel presente come lo era stata nel passato (negli anni ’80 i laziali vinsero 1’80% delle gare di casa nel massimo campionato, e solo il 31% fuori), visto che tradizionalmente la squadra sabina è molto più temibile tra le mura amiche. E ciò non costituisce una buona notizia per una Fortitudo che in trasferta ha vinto solo due volte (a Udine e al supplementare a Milano), e la cui difesa è la peggiore in trasferta di tutta la Serie A.

RECORD NEGATIVO – La stagione in corso sta estremizzando il concetto legato al rendimento di Rieti, visto che la compagine di Lino Lardo è l’unica squadra di Serie A senza vittorie esterne. Anzi, fuori casa di recente la Solsonica ha sbracato spesso e volentieri, basti pensare al -4l di Ferrara o al -21 di domenica scorsa a Pesaro, quando i tifosi reatini hanno lasciato indignati l’Adriatic Arena a metà quarto periodo. Ma al PalaSojourner – intitolato a “Zio” Willie Sojourner, la stella americana della Sebastiani che vinse la Korac nel 1980 – il rendimento di Patricio Prato e compagni cambia radicalmente: in casa, infatti, Rieti ha vinto sei gare su nove, perdendo solo di un punto contro la Benetton (unica vittoria esterna in campionato dei veneti) e al supplementare contro Roma e Teramo. Di fatto, non avendo ancora ospitato Siena e Virtus Bologna, solo le squadre di vertice passate per Rieti hanno vinto, e per farlo hanno dovuto sudare sette camice. La differenza di prestazioni di Rieti rischia di eguagliare un primato della Serie A, quello della squadra col miglior rendimento casalingo rimasta però a secco in trasferta: un primato che al momento è detenuto dall’ultima Virtus dell’era Madrigali. La squadra affidata prima a Tanjevic e poi a Bianchina, infatti, ebbe il 76% di vittorie a Casalecchio (battendo anche Treviso, poi tricolore e finalista di Eurolega) a fronte di un inopinato 0-17 lontano da casa.

DIFESA EFFE – II cammino di Rieti è visibile attraverso le cifre di alcuni singoli, come il pivot Pervis Pasco, che in casa supera la doppia doppia di media (sfiora i 13 punti e 11 rimbalzi a gara) pure se con il 23% ai liberi, mentre lontano da Rieti le sue cifre sono quasi dimezzate. E gli stessi Jerry Green (bestia nera della Effe lo scorso anno in Uleb Cup, con la maglia di Ostenda) e Folarin Campbell risentono, a livello di percentuali, della differenza tra mura amiche e trasferta, mentre Mario Gigena – pretoriano di coach Lardo – fuori casa non va oltre i 2 punti di media col 12% da tre. Ma è soprattutto a livello difensivo che si nota la metamorfosi: nelle gare casalinghe, dove la percentuale di successi della Solsonica è peggiore solo rispetto a Siena, Roma e Virtus, Rieti subisce 13 punti in meno rispetto ad ogni gara in trasferta. Un dato che fa scalpore se confrontato con l’opposto rendimento difensivo della Effe, che al Paladozza concede 73.3 punti, mentre fuori passa ad 89 di media. A dimostrazione che, se la Effe vuole chiudere subito il discorso-salvezza, dovrà cominciare dalla propria metà campo.

Categoria: Calcio
 

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