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Scandita dai rintocchi di scadenze improvvisamente diventate impellenti, la corsa della Fortitudo verso la rinascita passa, adesso, dalla necessaria tranquillità economica. Una certa solidità Gilberto Sacrati l’ha cercata attraverso gli amici americani, ma da qui al momento della vera discesa in campo di Gmac Real Estate Ipg sui terreni del Parco delle Stelle passerà molta acqua sotto i ponti. Gli appuntamenti del mese sono ben più pesanti, rate e parole date da onorare, situazione interna da riportare sui binari della serenità. Pena, oltrettutto, l’evaporazione di sogni di gloria non solo sportivi ma pure mattonari. Meglio non rischiare. E se un mese fa qualcuno l’aveva più o meno pubblicamente tirato per la giacchetta, inducendolo ad uscire allo scoperto forse prematuramente, stavolta Gil avrebbe fatto tutto in silenzio. Avrebbe ceduto alcune proprietà (immobili e non), disinvestendo da una parte per reperire la liquidità necessaria dall’altra. Assolutamente non un bei segnale, guardando nel lungo periodo d’una società che ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2008 con 3,6 milioni di perdita — interamente ripianata attingendo alle riserve e alle tasche dei soci — ma per l’esigenze attuali il piano sembra riuscito: secondo più fonti a Sacrati saranno resi disponibili circa tré milioni di euro, una cifra tonda e buona non solo per dirimere le questioni più urgenti, ma pure per traghettare in porto l’intera stagione. Per diradare i nuvoloni neri il patron ha scelto la via del sacrificio, l’unica percorribile senza mettere a repentaglio il suo vero asso nella manica, lo Star Park. Per la prima volta da diversi mesi, questa settimana è stata vissuta in controtendenza persino fra gli addetti ai lavori, da tempo scettici sulla solvibilità della Fortitudo. I patti Sacrati li conosce bene: lunedì ha scadenze con il Credito Sportivo (400 mila euro per le restanti rate 2008 del PalaDozza) e accordi chiari con i giocatori. Che quasi tutti abbiano delle spettanze arretrate è il segreto di Pulcinella, la promessa che le pendenze saranno saldate in toto e i debiti contratti per il mutuo del palasport interamente pagati è la lieta novella del giorno. E sul mercato s’allargano gli spazi per Dikoudis, terzo rabbocco dopo Strawberry e Fucka, mentre in uscita ci sono Slokar e Cittadini, titolari di ricchi contratti (750 mila euro circa complessivamente). Lunedì, dunque, è il grande giorno. Chi deve passerà all’incasso e poi finalmente si parlerà di derby non più con connotati velenosi, almeno per quest’anno. Sacrati, chiaramente in ambasce, non poteva permettersi un passo falso proprio adesso, un «caso» finanziario avrebbe significato l’automatico affondamento di tutto l’ambaradan. Per questo il patron, che con la sua Ripresa Sri gestisce compravendita d’immobili e ha diverse partecipazioni in società minori analoghe, ha rotto gl’indugi creando la liquidità necessaria a garanzia delle esposizioni della Fortitudo, in attesa di essere in grado d’alleggerire di ulteriori costi (leggi: il mutuo del PalaDozza) una società in forte perdita. Per adesso, dunque, un bagno di sole. E una fetta di ponte gettata più in là, verso la prossima estate e verso il 2010, genesi del progettone e dei suoi 400 milioni d’investimento.

Categoria: Basket
 

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