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Volge finalmente al termine l’annosa vicenda legata al Paladozza, che coinvolge in tutto e per tutto le due Fortitudo, quella passata (legata a Gilberto Sacrati) e quella futura, rappresentata dal nuovo patron Giulio Romagnoli. Incassata l’ordinanza che intima lo sgombero del palasport, Sacrati, invece che il ricorso al TAR, com’è noto ha scelto la strada dell’esposto inoltrato in procura contro il Comune di Bologna, ma è davvero improbabile che questa mossa sortisca un qualsiasi effetto, immediato e futuro. Di conseguenza, dopo essersi rifiutato di concordare con Palazzo D’Accursio le modalità per il rilascio “bonario” del PalaDozza, Sacrati vedrà molto presto arrivare la fase esecutiva del provvedimento: l’impianto sarà infatti da lasciare nei prossimi 5 giorni, vale a dire entro e non oltre lunedì prossimo 18 aprile, altrimenti le autorità competenti ricorreranno ad uno sgombero forzato, se necessario addirittura con l’ausilio della forza pubblica. Ma non è tutto: sempre lunedì prossimo Sacrati sarà in tribunale per affrontare le istanze di fallimento presentate da alcuni dei tantissimi creditori esistenti, tra cui Equitalia (che vanta decine e decine di tasse non pagate) ed anche l’ex giocatore biancoblù Dalibor Bagaric, che inizialmente non intendeva andare per via legali contro Sacrati per non danneggiare la F scudata, ma che invece ora è stato spinto ad agire proprio dalla tifoseria, che ovviamente non vede l’ora di liberarsi dell’ingombrante ombra del “grande affossatore” della società biancoblù. Dall’udienza di lunedì difficilmente Sacrati uscirà vivo (nel senso sportivo del termine), perché per evitare il fallimento servirebbe una cifra intorno ai 2 milioni di euro. E se meno di due anni fa, in condizioni migliori di quelle attuali, Sacrati non riuscì a scovare i 700mila euro per passare i controlli della Comtec, risulta difficile immaginare dove possa ora racimolare una cifra più che tripla…

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