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Due-tre minuti di silenzio mai così assordante, poi il fragoroso «andate a lavorare» a seguire un coro molto più esplicito per esprimere come la misura fosse già più che colma. Domenica si è giunti al punto di rottura, con la Fossa dei Leoni a contestare apertamente la squadra per la prima volta, negli ultimi minuti della partita contro l’Air Avellino. Il malumore del resto del Palazzo, in questi ultimi tre anni, non è mai rimasto celato, ma il cuore pulsante del tifo biancoblù non era mai arrivato a un atto così radicale e compatto nei confronti dell’intera squadra. Gli storiografi della Fossa si spingono addirittura alla partita interna persa 88-122 contro Forlì nel playout del 1990, che sancì la retrocessione in A2, per ritrovare una contestazione simile indirizzata alla squadra (allora i bersagli furono soprattutto Dave Feitl, George Bucci e Giacomo Zatti, il capitano, con cui il rapporto si recuperò faticosamente dopo molto tempo). Stavolta si è addirittura arrivati, dopo la sirena finale, all’invasione di un singolo tifoso che ha affrontato a muso duro Gordon, con la quasi reazione del giocatore americano trattenuto da Lamma e Woods, mentre anche Huertas è finito nel mirino di qualche contestatore «eccellente» in parterre, rispondendo con un gestaccio. «Ci scusiamo con i due tifosi, è stata una cosa spiacevole, ma è avvenuta in un momento particolare e sono episodi solo legati alla situazione di quell’istante», ha voluto precisare Cesare Pancotto censurando la reazione dei suoi due giocatori. E questa sera si torna in campo, sempre al PaiaDozza, per una partita di Eurocup contro lo Zeleznik Belgrado fondamentale per il passaggio del turno. La Fossa, che si è riunita ieri in tarda serata (di solito l’incontro è fissato per il martedì, ma è stato anticipato per via della partita di stasera), non dovrebbe, almeno inizialmente, mettere in piedi una contestazione plateale. Probabile ci si limiti al silenzio, aspettando un segnale incoraggiante dai giocatori in campo, soprattutto sul piano dell’impegno, per tornare al fianco della squadra con la voce. In società, intanto, si tace. Il momento è critico, il presidente Sacrati dopo la scoppola nel derby e il ko comunque netto contro Avellino è parso piuttosto scuro in volto, ma ha rimandato ogni commento alla conferenza stampa che terrà prima di Natale, probabilmente a inizio prossima settimana, nella quale potrebbe venire anche illustrato il progetto del Parco delle Stelle. Questa sera, come detto, si scende nuovamente in campo e al PaiaDozza (ore 20.30) arriva lo Zeleznik, che curiosamente ha cambiato allenatore, proprio come la Fortitudo, dopo la partita della settimana scorsa (Klipa sostituito da Stepandic). Interessante sarà vedere come reagiranno i giocatori: una partita in casa così ravvicinata potrebbe aumentare a dismisura la pressione sulle loro spalle. «Vorrei che ci accettassimo per quello che siamo e che questo brutto momento e le giuste critiche che ci piovono addosso, oltre che in ulteriore pressione, possano tramutarsi in energia — dice Pancotto — Quando arrivi a Bologna sai che ci sarà pressione perché, nel bene e nel male, questa è una città che non ti lascia mai solo. Le facce dei giocatori oggi mi sembrano piene di ansia, dobbiamo riconquistare i tifosi dando il massimo, buttandoci su ogni pallone e sputando veleno. Non voglio nascondermi ma essere realista e andare incontro alle difficoltà: il pubblico non aspetta altro che una buona partita per tornare al nostro fianco».

Categoria: Basket
 

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