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Oltre ad essere una trasferta complicata – che però la Lottomatica dovrà preparare in soli due giorni, visto che questa sera inizierà le Top 16 di Eurolega contro Malaga – quella contro Roma è una sfida dal passato recente ricco di emozioni. Complice la crescita dei capitolini nell’era del presidente Claudio Toti, quella tra Fortitudo e Roma è divenuta una delle classiche del nostro basket dell’ultimo decennio.

BESTIA NERA – E’ sufficiente pensare alla Coppa Italia (Roma eliminò in volata la Effe dalle Final Eight di Forlì nel 2005 e nel 2006) ma soprattutto ai playoff, quando per quattro anni in fila la Fortitudo ha superato Roma, trasformandosi nella bestia nera della Capitale. Negli anni pari con poche difficoltà, chiudendo i conti al Paladozza: avvenne nei quarti di finale 2002, con il 3-0 inflitto dall’allora Skipper di Boniciolli alla prima Roma di Carlton Myers (decisivo l’arrivo in volata di gara2 a Roma, con il libero sbagliato da Jerome Allen), poi nel 2004 – sempre nei quarti – quando invece il Molleggiato fu al passò d’addio dai giallo-rossi, mentre la Fortitudo reduce dalla Final Four di Eurolega a Tel Aviv superò il turno di slancio. Ad entrare nella storia sono state però le semifinali 2003 e 2005: nel primo caso, la prima Fortitudo di Repesa rimontò dal -23 (31-8) in gara5 grazie alla miccia accesa da Gianmarco Pozzecco, autore di 22 punti in 20′. Una rimonta che si completò con Basile e Guyton, oltre che con lo 0/2 ai liberi per il supplementare di Marko Tusek, errori che chiusero la gara che a Roma ricordano come l’unica prova deludente di Anthony Parker (5 punti con 2/12), mentre Horace Jenkins finì la serata in ospedale con una spalla ko per un blocco di Skelin. Non meno incredibile fu la rimonta di gara4 del 2005, questa volta al PaIaEur: sotto di 19 (49-30) al 27′, la Fortitudo venne svegliata dal guerriero Smodis, Ruben Douglas e Marco Belinelli, fino a sorpassare con la tripla di Basile (che fino a quel momento aveva 0/6). In quel caso, dopo Allen e Tusek, a sbagliare il libero dell’overtime fu Jacopo Giachetti, autore di 2/3 dalla lunetta. Quell’ultima azione fu la prima con l’uso dell’instant replay nella storia dei nostri playoff: Repesa chiese l’intervento della tecnologia per capire se il tiro di Giachetti fosse arrivato con un piede sull’arco dei tre punti oppure a tempo scaduto. Il replay diede torto al dubbio del tecnico croato. Una dozzina di giorni più tardi, a Milano, su un caso simile come il tiro di Ruben Douglas, la situazione si ribaltò e la Effe vinse il proprio secondo tricolore.

L’ULTIMA VITTORIA – Quella gara4 non fu l’unica in cui, contro la zona Fortitudo, la Roma di Pesic si incartò: non bastò cambiare il playmaker, da Edney a Ilievski, visto che sei mesi dopo la Fortitudo punì la prima Roma di Bodiroga grazie a Belinelli (25 con 7/11 da tre). Risale a quel 13 novembre 2005 l’ultima vittoria biancoblù al Pala-Lottomatica, visto che nel 2006/07 la squadra di Gay-Oldoini perse in modo sfortunato (70-68, 22 dell’ex di turno Erazem Lorbek) nel giorno in cui, si dice, Gilberto Sacrati propose a Repesa di tornare a Bologna, mentre lo scorso anno la Fortitudo di Mazzon affondò (86-62). Anche se Cesare Pancotto ricorda un’altra edizione di Roma-Fortitudo, nell’autunno 1999, quando inflisse l’unico ko del girone d’andata alla Paf di Recalcati (quel giorno senza Myers), lanciata verso il primo scudetto.

HUERTAS – Anche senza jolly a disposizione, che la costringerà ad attendere marzo, la Fortitudo resta sul mercato. In Spagna si parla nuovamente del riscatto di Papadopoulos da parte della GMAC, in cambio del quale il Real Madrid (che ha ceduto in prestito il greco) chiederebbe Huertas. Ipotesi da scartare per ora, con la Effe ancora priva di Lamma, se ne riparlerà a giugno.

Categoria: Basket
 

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