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La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

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Huertas – voto 6 – (17pti, 2/2, 6/8, 1/2) – Spara tutto all’inizio, quando giocando più da finalizzatore che non da regista si fa trovare pronto su alcuni scarichi. Palle perse zero, e già è una notizia, tanta fatica dietro, forse la nota meno peggiore della giornataccia.
Strawberry – voto 6 – (22pti, 8/11, 7/20, 0/1) – Forza tanto, tantissimo, anche esagerando, ma non è che attorno a lui ci siano mani che restano per questo affamate di palloni. Resta la curiosità di un sedicente difensore che, per forza o per amore, tira 20 volte a sera.
Mancinelli – voto 5 – (12pti, 1/4, 4/6, 1/2) – Arrotonda le cifre nel finale, innervosendo anche più il pubblico già imbufalito. Partita di scarsa, scarsissima voglia, e di difesa che non ne vuole sapere di essere attuata. E il momento non buono continua.
Fucka – voto 5,5 – (2pti, -, 1/2, -) – Minutaggio tornato adeguato alla sua anagrafe, fatica però a dare la sua impronta alla gara, sballottato nel vuoto mentale di tutta la banda.
Papadopoulos – voto 5,5 – (11pti, 5/6, 3/11, -) – Da solo nella lotta a rimbalzo, dove Avellino vince, nota gravi lacune difensive, fatte di aiuti in stile James Thomas e l’idea che si impegni solo se, davanti, la palla gli arriva. E la palla gli arriva anche spesso, forse troppo per il basket attuale, ma mai viene trattata al meglio: alla fine, la sfida con Crosariol viene persa.
Gordon – voto 5 – (4pti, 2/4, 1/4, -) – Limita i danni, almeno non ha atteggiamento distruttivo: se questo può bastare, ditelo voi. Ogni volta che cerca di far qualcosa, però, vive di approssimazioni, e pretendere di essere contenti se non viaggia di autocanestri, forse, è troppo.
Malaventura – voto 6 – (3pti, -, 0/2, 1/2) – Sull’ottovolante di chi non lo vedeva prima e 24 minuti di campo oggi. Almeno ci prova, mettendo un po’ di cuore oltre l’ostacolo di un livello che a tratti non può essere il suo, ma non basta.
Achara – voto 5,5 – Tre minuti piatti piatti.
Cittadini – voto 5,5 – Ha l’occasione di giocare con chi fece bene a Teramo, ma qui il risultato non cambia rispetto al nulla che lo ha fin qui contraddistinto.

AIR AVELLINO

Best – voto 7 – (17pti, 4/4, 5/8, 1/1) – Filino di gas, 18 minuti in campo quasi con le pantofole, ma per affossare questa Fortitudo non serve tirarsi su le maniche e far tanta fatica.
Cinciarini – voto 6,5 – (11pti, 4/4, 2/4, 1/4) – Prova consistente, senza particolari fronzoli ma di concretezza.
Warren – voto 7 – (19pti, 5/7, 7/10, 0/1) – Fa quello che vuole davanti a frontiere difensive bolognesi che ricordano quelle del post Schengen, ovvero aperte a tutti. Dominato il primo tempo, può poi riposare dopo, senza che gli altri ne risentano più di tanto.
Tusek – voto 6,5 – (7pti, -, 2/4, 1/2) – Rischiara il sole sopra Avellino con due cesti, nel terzo quarto, che sono ossigeno puro.
Williams – voto 5 – (1pt, 1/2, 0/2, -) – Pur in una partita a tratti molto statica, non riesce a trovare la strada di casa.
Porta – voto 7 – (8pti, -, 1/3, 2/5) – Gestisce senza voler strafare, ed è baciato due volte dallo stellone che gli infila a canestro due tiracci che valgono sei punti e la prima richiesta di autopsia per la Fortitudo.
Nardi – voto 5 – E’ il regalo natalizio che Zare fa alla Fortitudo per provare a farla rientrare. Disastri in serie, ma Porta lo salva.
Lisicky – voto 6 – (3pti, 3/3, -, 0/1) – Utile, specie a rimbalzo. Da uno della sua misura, l’ultima cosa che ci si aspettava.
Diener – voto 6,5 – (8pti, -, 1/2, 2/3) – 7 rimbalzi, sgusciando tra le maglie (maglie?) della difesa Fortitudo. Mette anche qualche punto, ma il più lo fa nel lavoro sporco.
Radulovic – voto 5,5 – (2pti, -, 1/1, 0/1) – Si immola in difesa, ma sono più i falli delle cose buone.
Crosariol – voto 6,5 – (6pti, 2/4, 2/3, -) – Prima fa a virilissime sportellate con Papadopoulos senza abbassare lo sguardo, poi una sua stoppata a Strawberry chiude quel poco di partita che era rimasta in vita.

VERBA MANENT

Pancotto – Non è il miglior momento, ci sentiamo tutti responsabili e ne vogliamo uscire fuori tutti insieme. Dobbiamo lavorare, cercando di capire quelle che sono le nostre caratteristiche e cercando di colmare le nostre lacune. Serve fiducia, solo con il lavoro e la collettività possiamo uscirne fuori, senza aspettare aiuti dall’esterno. Per quel che riguarda la partita, 51 punti presi nel primo tempo, senza opposizione e difendendo male; poi abbiamo ribaltato le cose, ma non abbiamo tanto tiro da 3, e in questo modo è molto difficile rientrare. Abbiamo tirato di più, anche dalla lunetta, ma peggio: questo rende inutile le 8 palle recuperate in più, e per questo dobbiamo migliorare le percentuali, per andare in contropiede, e servirà andare meglio a rimbalzo. Facciamo mea culpa, tenendo la testa alta, perché non c’è altro che si possa fare. La vita, sportiva e non, va avanti. I pochi tiri da 3 tentati? Io guardo le statistiche complessive, che parlano del 30% prima di oggi: devo capire se è un problema strutturale, o se dipende dai nostri giochi. Oggi buone percentuali ma pochi tiri, per cui dovremo provare ad alzare i tiri tenendo ferme le percentuali, benchè non siamo riusciti a costruircene tanti. Sto cercando di capire le nostre caratteristiche, sia in area che sul perimetro, ma abbiamo giocatori più portati alle penetrazioni che non al tiro, e dobbiamo lavorare per bilanciare le cose. Poi ci sono lacune sostanziali, ma ora dobbiamo mostrare i nostri pregi nascondendo le lacune. Squadra spenta? Il primo tempo lo abbiamo visto tutti, e credo che tante componenti abbiano portato ad un momento psicologico difficile. Poi credo che una squadra fatta da uomini debba trovare dentro di sé la voglia di uscirne fuori: serve mettere i piedi su un blocco di cemento per provare a risalire, ma ora questo blocco di cemento dobbiamo costruircelo, anche per far riappassionare il nostro pubblico. Qualcuno ha fatto il salvatore della patria? Noi non abbiamo il Best della situazione, per dire, e magari c’è stato un eccesso di generosità, anche se adesso dobbiamo pensare a fare meglio tutti. Tornare già a giocare martedì? Sotto questo punto di vista tornare in campo ci permette di non avere scorie, ma potessi vorrei essere ancora in precampionato, dato che in due giorni potremo solo guardare video, capire gli errori più marchiani e sviluppare il nostro gioco. Timore di giocare in casa? Non so, ma ora concentriamoci su quello che serve per venire fuori, andando nella direzione di rimettere in campo dieci leoni. Il futuro? Vorrei avere delle risposte, ma avendo anche degli assenti fatico a capire dove potremo arrivare, dato che le mie idee sono solo potenziali. Serve mettere lo zoccolo duro per venirne fuori, creandolo fondandoci su chi c’è: se e quando arriveranno gli altri, vedremo dove arrivare. Da dove ripartiremo? Dal capire perché abbiamo difeso così male all’inizio o nelle percentuali al tiro, volendo gente arrabbiata e non depressa, dato che non c’è tempo per piangerci addosso. Siamo in tanti, forse qualcuno può sentirsi deresponsabilizzato, ma la squadra è questa, e io vorrei allenare tutti per ritrovare delle gerarchie. Io devo cercare di mettere ordine alle cose, sperando di trovare tutti pronti ogni volta che lo chiedo

Markovski – Non è facile stare sempre davanti su questo campo. Abbiamo fatto il nostro gioco nel primo tempo, girando la palla come volevo, poi nel secondo tempo chi è uscito dalla panchina ha dato il suo contributo per portarla avanti con tranquillità. Best? Deve essere gestito, ma chi lo ha sostituito gli ha permesso di reggere fino alla fine. Crosariol? Per me è un dispiacere quando non fa quello che il fisico gli permetterebbe di fare, e la sua è solo una questione di mentalità e concentrazione, il motivarsi.

Categoria: Calcio
 

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