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da bolognabasket.it
Basta poco, alla Effe, per tornare a vincere: segnare tanto nel primo quarto, altrettanto nella ripresa, e Padova viene matata. Clima spettrale, in un Palafabris pressochè deserto – e una bellissima ospitalità per cui questa tribuna stampa è solo per i veneti: così è, ma quel che conta è portala a casa. Spettacolo zero, ma dopo la sconfitta di Ravenna, come si suol dire, pecunia non olet.

Pronti e via, e la Fortitudo decide che il modo migliore di scacciarsi dalle spalle i fantasmi degli attacchi scoordinati delle precedenti uscite è quello di tirare e di fare sempre canestro. Facile, se Carretta si ricorda come fare ciuf e mette due triple nelle prime tre azioni: una discreta iniezione di fiducia, che carica anche i compagni nel miglior inizio offensivo della stagione. Per cui, quando accanto al bomber arrivano anche Acquaviva e i servizi per Politi, è un immediato 14-2 nei primi minuti. Padova prova a rispondere, specie quando dalla panchina esce Castelluccia, ma dopo un tentativo di approccio locale (18-11) una discreta zona press allungata da parte di Giuliani mette sabbia negli ingranaggi veneti: le triple di Montano e Innocenti allontanano i locali, e 29-16 al 10’.

Troppa grazia sant’Antonio – qui è proprio il caso di dirlo – e dopo la minisosta torna in campo solo Padova, che sfrutta una impressionante confusione offensiva di Bologna per rientrare in partita senza poi fare nulla di particolare. C’è lo zampino dei fischietti, che zifolano due falli consecutivi ad un Lamma già di per sé alquanto stranito, e segnando solo un libero in sei minuti Padova rientra sul 30-28 sbagliando poi la tripla del sorpasso. Giuliani gira i suoi uomini, e le risposte per tenere il naso avanti arrivano da Carretta e da un ciuf da tre di Innocenti. La qualità del match cala, con i padroni di casa che tirano solo da sette metri senza mai andare ad avvicinare la boccia, e non facendo mai canestro Bologna rifiata: tre liberi di Acquaviva, e 41-32 alla sosta.

Come successo nel primo quarto, anche il terzo inizia con Carretta a far sempre canestro e Padova a guardare senza colpo ferire. Si sblocca anche Lamma, e un libero di Politi porta Bologna al massimo vantaggio, 54-34. Ma, come successo nel primo quarto, anche il terzo continua con la Effe che non riesce a continuare il momento magico, facendosi quindi piano piano rimontare: ci prova Castelluccia, mentre da parte biancoblu troneggiano le palle perse e sono tutti regali che incoraggiano la Triveneta. Rientro fino al 58-48, poi due gol di Acquaviva sono, nomen omen, acqua che tiene vivo il vantaggio, e 62-48 al 30’.

Come successo nel secondo quarto, anche l’ultimo inizia con le squadre che non fanno mai canestro. Anzi, che nemmeno ci arrivano: gli arbitri – forse convinti dall’ambiente pallavolista di avere sbagliato sport – fischiano qualsiasi cosa, le perse sono a migliaia, e il match diventa praticamente una lunga melina. Per fortuna bolognese, Padova non ha la forza di recuperare, e basta il solo canestro in 6’ da parte di Acquaviva per evitar patemi. Si mantiene una decina di punti di vantaggio, e non serve altro.

CONAD BOLOGNA

Lamma – voto 6 – (12pti, 4/5, 4/4, -) – Aggiusta nel finale una gara molto, molto caotica. Cinque perse, qualcosa di troppo.
Acquaviva – voto 7 – (15pti, 3/4, 6/8, -) – Mette cuore e grinta giusta nei momenti in cui si rischiava di collassare. Sbaglia poco o niente.
Carretta – voto 7 – (19pti, 3/4, 2/6, 4/9) – Spariglia subito la partita, e si fa perdonare qualche eccesso che lo porta a tirare da Gardaland. Che è a Verona, ma va bene lo stesso.
Nieri – voto 6,5 – (8pti, 6/8, 1/3, -) – Dodici rimbalzi, quasi a voler dire che il suo lo porta a casa sempre e comunque. Serve anche questo.
Politi – voto 5,5 – (5pti, 3/4, 1/3, -) – Fatica ad alzarsi da terra, soffre troppo per quello che potrebbe fare.
Montano – voto 6 – (5pti, 0/2, 1/2, 1/2) – Ci prova, e anche se non sempre fa gol è da apprezzare la voglia di verticalizzare.
Alibegovic – voto 5 – (1pt, 1/2, 0/1, 0/2) – Non la migliore delle partite, davanti come sempre agli occhi di papà Teo.
Innocenti – voto 6 – (6pti, -, -, 2/4) – I soliti due cesti da lontano che aiutano in momenti dove la palla di entrare non voleva saperne.
Legnani – voto 6 – (2pti, -, 1/1, -) – Nomen omen, legna che serve.
Chiappelli – voto NG – (0pti, -, -, 0/1) – Non lascia tracce.

TEZENIS PADOVA

Serena – voto 5 – (0pti, -, 0/1, -) – Alquanto privo di personalità.
Voltolina – voto 5,5 – (6pti, 2/4, 2/5, -) – Ci prova nel terzo quarto.
Ziliani – voto 5,5 – (5pti, 1/2, 2/4, 0/3) – Si butta dentro spesso, molta confusione.
Pigato – voto 5 – (9pti, 5/6, 2/3, 0/4) – Ad un certo punto tirerebbe anche da casa sua.
Colombo – voto 5 – (2pti, -, 1/4, -) – Difende, ma è troppo poco.
De Nicolao – voto 5,5 – (6pti, -, 3/7, 0/1) – Apoteosi di disastri, ma almeno ci mette faccia e cuore.
Zanovello – voto 6 – (12pti, 3/5, 3/8, 1/6) – Tira tanto, troppo.
Castelluccia – voto 6,5 – (20pti, 2/2, 3/5, 4/7) – Unico blandamente ispirato.
Fortunati – voto NG – Apparizione e sparizione.

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