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L’Odissea di una sfida infinita, durata 95′ tra la partita dell’8 febbraio cancellata dai giudici e il replay di 66 giorni dopo concluso dopo tre supplementari, sorride dopo tanti tormenti alla Fortitudo che sopravvive per tre volte agli ultimi tiri della Premiata alla fine dei tempi regolamentari e dei primi due overtime. La Fortitudo non vinceva da 66 giorni, l’ultimo successo era maturato proprio contro Montegranaro prima del reclamo e della ripetizione per un errore di cronometraggio. Stavolta non ci saranno ricorsi ne’ avvocati a negarle la speranza di salvezza anche se l’aggancio a Rieti la costringerebbe ancora alla LegaDue. La forza della gioventù di Gordon, il solito lavoro a 360 gradi di Mancinelli, gli artigli di Papadopoulos e infine i sei punti negli ultimi secondi di Malaventura, ancora redivivo e decisivo come contro Siena, fanno respirare coach Pancotto che riesce a resistere davanti al muro della zona di Finelli, sorretto per 53′, probabile record mondiale. Nella bolgia del PalaDozza, il pubblico fortitudino è arrabbiato con la propria squadra ma più inferocito con Montegranaro, per il ricorso. All’inizio Huertas e compagni sembrano davvero prendere a colpi di lama l’avversario, volano 10-1, subito rintuzzato da un buon spezzone di Ivanov (che nel match cancellato non c’era come Scales e Slokar), poi poggiando il gioco dentro per Papadopoulos scatta ancora 21-11. Montegranaro sa che deve resistere perché la storia del campionato dice che la Fortitudo si sfalda all’improvviso. Infatti Huertas perde le coordinate contro la difesa schierata e l’ingresso di Scales, il santo tiratore invocato per salvarsi, non frutta canestri pesanti. Al contrario sono le triple di Cavaliero a fare riemergere la Premiata fino al sorpasso dell’onnipresente Ivanov sul 32-33 mentre Bologna va nel panico, cade a meno 8 alla pausa che fa segnare un dato imbarazzante: un solo tiro libero a favore della Gmac contro i 20 (di cui 13 realizzati) per la squadra marchigiana che va sempre ad attaccare il ferro mentre la GMac continua a sparare senza costrutto da tre punti (1/14 al 22′; 7/33 alla fine). Remando sempre controcorrente, Bologna rientra dal -10 di Hunter in avvio di ripresa e scatena un testa a testa di 25′ sfibrante e avvincente con Gordon che prende a spallate il mondo. Nessuna delle due squadre è capace di prendersi la partita. Non ci riesce Montegranaro, pure trascinata da un immenso Garris, che come nella gara precedente si condanna dalla lunetta sbagliando liberi importanti (Ivanov fallisce il matchball a -6″ dal 40′). Sembra non riuscirci Bologna, con tutta la sua paura che si porta addosso. Sull’ultima curva Mancinelli vede meglio il traguardo, segna e assiste infondendo coraggio a Malaventura. La Fortitudo è ancora viva.

Categoria: Calcio
 

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