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«Fino a dicembre, restiamo così». è questo il ritornello che Dragan Sakota va scandendo da un paio di settimane a questa parte. Ne ha ben donde, il coach serbo, che per la partita più difficile dell’anno ha dovuto fare i conti con una rotazione ben più povera e ben più corta di quella disegnata in estate, e già accorciata dagli infortuni e dai prematuri tagli di Barron e Forte. A Siena, i biancoblu sono rimasti dentro la partita finché hanno potuto, attaccando con i singoli e subendo di squadra. Poi il crollo, verticale, una volta uscito Mancinelli causa falli. «Siena è migliore, noi siamo rimasti in partita finche abbiamo potuto ma non abbiamo rotazioni molto lunghe. Siamo andati bene in attacco, non in transizione difensiva. Tra l’altro, i loro tiri da tre ci hanno fatto malissimo». Questa, in sintesi, la partita del coach serbo, che ha avuto un ottimo Mancinelli, un discreto Woods ed un sufficiente Gordon. Encomiabile, ancora una volta, capitan Lamma, che da formichina laboriosa non ha mai fatto mancare il proprio apporto, chiunque trovasse davanti a lui. Chi non è andato altrettanto bene, è Huertas, insieme al reparto lunghi in blocco. Il playmaker italo-brasiliano, in campo per sedici minuti dalla panchina, non ha inciso: il suo rendimento, decisamente inferiore rispetto alle attese, comincia ad essere un problema che la Fortitudo di oggi rischia di accusare eccessivamente. Sotto canestro invece, salvezza per Kieron Achara, bocciatura netta per gli altri due lunghi, Cittadini e Slokar. In attesa del rientro di Bagaric (ieri gli esami, conclusi con un rassicurante semaforo verde per un graduale rientro in palestra nel giro di qualche giorno) e degli innesti di Strawberry e del lungo che ad oggi deve ancora essere firmato, la Fortitudo prepara la delicata trasferta di Biella, contro un’Angelico che, come la Fortitudo, ha sin qui pagato gli infortuni e necessita di punti rapidi. Sul mercato, balla ancora il nome di Charles Rhodes, 2.06 pesante (120 chili abbondanti) in grado di giocare entrambi i ruoli di lungo, ma non entusiasma, dopo un abboccamento estivo mai concretizzato. Balla, e qui potrebbero arrivare sviluppi interessanti, anche il nome di Marcus Saughter, lungo classe 1985 già in passato nel mirino dei cugini della Virtus, ed attualmente in rotta con il Bremerhaven, in Germania. Perché sia finito in Bundesliga, con talento e mezzi fisici come i suoi, resta un mezzo mistero. Il suo passato europeo parla di un buon anno di esordio in Turchia, una stagione divisa a metà tra Hapoel Gerusalemme e poi Gravelines, prima della squadra di Brema. La Fortitudo, potrebbe essere il treno per la sua risalita. Sul piano societario, s’apre intanto una settimana cruciale. Per venerdì sera Sacrati ha fissato la deadline per portare a Bologna i rappresentanti americani della Gmac. Dopo le rassicurazioni del patron, in conferenza stampa venerdì scorso, cresce l’attesa per poter fare chiarezza su questa intricata vicenda. L’esordio, dovrebbe avvenire domenica, a Biella, ma il condizionale appare d’obbligo. Per sabato è invece prevista la scadenza delle rata del mutuo legato ai lavori di ristrutturazione del PalaDozza: si tratta di circa 600mila euro, che la società biancoblu ha già confermato di voler pagare. Dal weekend, si potrà finalmente tornare a parlare solo di basket.

Categoria: Basket
 

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