Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

La Fortitudo è piombata di nuovo nell’incubo-retrocessione, dopo il preoccupante derby contro Ferrara. O, meglio, da quel brutto sogno, quello del ritorno in Lega Due dopo quasi 20 anni, la F scudata non era mai uscita: solo i più distratti avevano immaginato che la roboante vittoria colta contro Siena potesse chiudere definitivamente i conti-salvezza. In realtà il carattere, la voglia effettivamente buttata in campo contro i campioni d’Italia avevano semplicemente nascosto, per una sola, magica serata, i vizi strutturali di questa squadra, che ci sono, sono tanti, e purtroppo sono ancora ben lungi dall’essere arginati. Anche l’apporto del nuovo arrivato Scales, che a Treviso aveva sospinto i nuovi compagni fino ad un passo dall’impresa, si è subito ridimensionato: del resto i precedenti aggiustamenti in corsa compiuti dalla società (in ordine temporale Strawberry, Fucka e Papadopoulos) avevano compiuto lo stesso identico percorso: avevano cioè pienamente convinto all’esordio, calando abbastanza vistosamente nel giro di poche settimane, per poi uniformarsi al grigiore generale. La speranza è che Scales non venga inghiottito dallo stesso “buco nero”, perché il suo apporto, soprattutto in tema di tiro da fuori, è assolutamente necessario e vitale per la GMac. Andrà poi chiarito, a fine stagione (sperando di essere ancora in serie A), con quale criterio è stata costruita questa squadra: cioè perché, oltre agli altri problemi, si è composta una formazione del tutto sprovvista di tiratori da fuori, quando qualsiasi squadra di serie A, Lega Due o anche delle serie minori può contare su almeno 3 o 4 tiratori puri. E’ uno dei grandi misteri di questa scalcagnata stagione biancoblù. Forse, però, il più importante.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.