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Il -27 della Fortitudo a Siena non può sorprendere considerando che di fronte ai biancoblù c’era l’unica squadra – al pari del CSKA Mosca – ancora imbattuta tra campionato ed Eurolega. Ma pur essendo una partita virtualmente “ingiocabile” per la squadra di Sakota, ancora in cantiere, il test contro i campioni d’Italia ha evidenziato i principali problemi della Effe, tutti per la verità già visti nelle uscite precedenti, ma che ora sono definitivamente alla luce del sole.

LUNGHI – Per scuotere Uros Slokar dal torpore delle ultime settimane non è bastato lo stimolo della sfida al Montepaschi. Lo sloveno si è confermato deficitario sia a rimbalzo – la lotta sotto i tabelloni non è mai stata la sua specialità – che in attacco. E il suo impatto nullo sulle gare sta diventando una costante: se al debutto con Udine, Slokar era stato brillante, chiudendo con 10 punti, 11 rimbalzi e 23 di valutazione, nelle successive quattro gare (e 60 minuti totali) ha totalizzato solo 8 punti, 10 rimbalzi e 16 di valutazione. E se con uno Slokar ampiamente sotto la sufficienza, Cittadini – che non lamentava problemi fisici – è rimasto in campo tre minuti, a scapito di un Achara acerbo e ingenuo ma dallo spirito encomiabile, è facile capire quanto il settore lunghi sia a terra. In questa condizione la Effe affronterà anche la trasferta di Biella perchè Bagaric – che oggi si sottopone ad ecografia di controllo al polpaccio sinistro – non dovrebbe essere disponibile. Pensando al ko del croato e all’addio di Earl Barron, qualcuno forse rimpiange la partenza dell’ex avellinese Sylvere Bryan, che dopo un sorprendente precampionato con la maglia della Effe, ora viaggia a 16 punti e 8 rimbalzi di media nella Legadue di Roseto.

REGIA – Che Davide Lamma sia uno “scalatore” da Tour de France non ci sono più dubbi. Lo scorso anno partì come undicesimo uomo e all’inizio del girone di ritorno – complici l’infortunio di Jenkins e la cessione di Cavaliere – diventò titolare, difendendo il proprio posto fino in fondo. La storia si sta ripetendo: partito come decimo uomo, Lamma è divenuto titolare alla quarta di campionato, giocando 51 minuti nelle ultime due gare, dando personalità ed ordine all’attacco. Ma se l’uomo designato come terzo play è nuovamente il primo, qualche demerito da parte chi stava sopra di lui nelle gerarchie disegnate in estate ci deve pur essere stato. A cominciare da Marcelinho Huertas, che a Siena, pur mostrando un paio di sprazzi confortanti (pure in mezzo a più di un’incertezza), ha giocato solo 16′, segno che l’oriundo non riscuote ancora la fiducia di Sakota. Un problema da risolvere in fretta, visto che DJ Strawberry è tutto meno che un regista puro.

GORDON – A Siena, Gordon è stato nuovamente accompagnato dagli alti e bassi tipici di un rookie. Dopo un inizio confortante, con tre pregevoli canestri in penetrazione, l’ex Mississippi State è incappato in un terzo quarto da cinque palle perse, quando – complici le maggiori attenzioni su Woods e i problemi di falli di Mancinelli – Gordon è stato chiamato ad un apporto da protagonista. Una condizione, quest’ultima, che “Jamonie” dovrà assimilare quanto prima, visto che la Effe è l’unica squadra di Serie A con due soli extracomunitari, e se uno di loro viaggia ad alti e bassi si rivela un lusso troppo costoso.

STRAWBERRY – E mentre Joseph Forte viene dato in dirittura d’arrivo al Maroussi, il suo sostituto DJ Strawberry ha già conosciuto una piccola maledizione attorno alla sua presentazione. Prevista inizialmente per venerdì scorso – e rimandata per la necessità del presidente Gilberto Sacrati di chiarire le vicende legate alla sponsorizzazione di GMAC – la presentazione non è avvenuta nemmeno ieri, per evitare di sbattere contro la conferenza stampa di Boniciolli in Virtus. L’introduzione dell’ex Maryland ci sarà oggi.

Categoria: Basket
 

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