Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Un tempo, i rotori del Paladozza scrivevano, tra le tante pubblicità, una che segnalava “questa è la mia casa”, quasi a voler rendere ancora più arduo, per gli avversari, credere di poter uscire da Piazza Azzarita con la vittoria da portarsi sul pullman, o in aereo. Andrebbe riproposta, assieme alla lieta novella del ritorno dell’house organ Basket News, perché da ormai tre anni a questa parte, in casa Fortitudo, le avversarie passano spesso e volentieri. Parlando solo di campionato, infatti, Cantù è stata la sconfitta numero 20 su 41 partite giocate dal giorno dell’addio all’era Seragnoli: arrotondando nemmeno di tanto, in casa si tiene il 50% di vittorie, quando negli anni precedenti si veleggiava attorno al 90%. Partendo da questo presupposto, qualsiasi sogno di gloria per la Fortitudo sembra precluso, a partire dalla Coppa Italia che è definitivamente svanita con la tripla infilata da Gaines prima e dal libero sbagliato da Gordon poi. 0ra sembra più logico iniziare a guardare cosa capita a livello di bassa classifica, perché di avversarie rimaste dietro ce ne sono rimaste ben poche. E il tunnel sembra proprio non voler finire: Cesare Pancotto, a fine gara, ha voluto cercare di guardare il bicchiere mezzo pieno, fatto di alcuni passi in avanti soprattutto in attacco (il miglior bilanciamento tra punti interni ed esterni, i miglioramenti nelle percentuali e il ritorno in doppia cifra del numero degli assist), ma c’è anche tanto, forse troppo, su cui lavorare. A partire dalla difesa, non pervenuta a Pesaro così come per almeno 30′ sabato, per poi passare dagli atavici problemi di regia, e terminare tra le tante cose sulle mani freddissime dalla lunetta (sesta partita consecutiva con media inferiore al 70%). Le uniche note positive sono state il ritorno in squadra di Woods e Achara, oltre alla riapparizione – solo per fare la ruota – di un Dalibor Bagaric la cui convalescenza sta per arrivare al traguardo, e ora toccherà al coach ridefinire, per la millesima volta, rotazioni e gerarchie di una squadra che dall’inizio della stagione non è stata in grado, per un motivo o per l’altro, di trovare un suo assetto stabile. Svanita la possibilità di entrare nelle otto di campionato, resta come obiettivo invernale la qualificazione al secondo turno di Eurocup, anche per dare un senso agli sforzi societari di ottenere, per la seconda estate consecutiva, una wild card per questa che è la seconda competizione continentale. La gara di domani con Artland veste quasi i panni di uno spareggio, con biglietto per lo step successivo che risulterà automatico in caso di vittoria. E giocarsela in casa, visto l’andazzo, rischia di non essere quel vantaggio che dovrebbe: in caso poi di sconfitta – e sarebbe la quinta di nove giocate al Paladozza, tra campionato e coppa – resterebbe una flebile speranza, fatta di vittoria a Valencia e sconfitta casalinga di Artland con Belgrado la settimana prossima. Quindi resta la necessità, anche per passare finalmente una serata di serenità, di chiudere la questione domani.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.