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Evidentemente Gilberto Sacrati dispone di santi in paradiso di ottima levatura. Anche stamattina, nell’udienza del tribunale fallimentare, il patron che ha portato la Fortitudo dall’Eurolega fino al baratro della sparizione ha ottenuto dal giudice altro tempo per tentare di risolvere la sua pessima situazione debitoria: e, di conseguenza, ha ottenuto pure altra credibilità, quando è palese che non dovrebbe più goderne di un solo grammo da molto tempo a questa parte. Nel corso della seconda udienza prefallimentare il giudice ha esaminato lungamente il piano industriale di rilancio presentato da Sacrati, piano che prevede la ripartenza sportiva della vecchia Fortitudo tramite l’acquisto di un titolo sportivo di Lega Due. Peccato che, per ricominciare sportivamente da un campionato professionistico come la seconda serie nazionale, Sacrati dovrebbe non solo ripianare gli ingenti debiti con Equitalia, con Dalibor Bagaric e con tutti gli altri svariati creditori, ma pure pagare i 7 lodi esecutivi della Federazione Italiana Pallacanestro (senza i quali non sarà possibile nemmeno rinnovare l’affiliazione sportiva), e inoltre, per poter permettersi l’acquisto di giocatori stranieri, ci sarebbero da pagare anche i lodi FIBA, svariate decine di migliaia di euro legati, oltre a Bagaric, ai contratti di Drucker, di Strawberry e di Papadopoulos. Insomma, come sia possibile, o anche solo ipotizzabile, che riesca in questa impresa titanica un soggetto che da un paio d’anni non riesce non solo a permettersi l’iscrizione al campionato ma nemmeno di pagare le bollette di gas, luce ed acqua, è semplicemente un mistero. Tale fiducia, da parte di un giudice civile, era davvero difficile da immaginare.

Categoria: Basket
 

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