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STEFANO Mancinelli rischia di passare alla storia come l’etemo incompreso in azzurro. E la sua carriera potrebbe essere ricordata come quella del “sì, ma”. A 25 anni, il Mancio dei canestri ha tutto per sfondare, è già un simbolo della storica Fortitudo, unabandiera perché ha sempre chiesto di restare («io qui sto benissimo, Bologna è ormai la mia città. E mi inorgoglisce se mi definiscono bandiera»). Eppure ci si stupisce ancora se gioca una partita di pura sostanza come a Udine. Mancavano l’infortunato Woods, Huertas (tesseramento respinto per l’assenza del certificato, la Effe dovrà calare il tesseramento jolly extramercato). E il Mancio ha risposto con 22 punti, 6 rimbalzi, 5 falli subiti e appena 13 tiri («Ma per me sono tanti, oh»). E la sua squadra ha vinto, dominato. Insomma, questo può essere l’anno di Stefano da Chieti, talento atipico e obliquo, certo, ma sopraffino.
“Sicuramente abbiamo fatto una gran partita – dice ormai con accento bolognese – io ho segnato tanto, ma so bene che non sarà sempre cosi. In generale la squadra mi chiederà difare anche o soprattutto altro, difesa, passaggi, intensità».
TALENTO I dubbi sul Mancio sono gli stessi che si addensano sulla Fortitudo. Squadra con molti talenti anche immensi (Qyntell Woods, per dire), ma poco gestibili. Almeno sino al loro arrivo a Bologna. E Mancinelli ammette: «Abbiamo talento, vero, però bisogna saperlo gestire, métterlo in campo sempre. Ho fiducia, perché Dragan Sakota è un allenatore abile ed esperto. Il suo lavoro principale per tutto l’anno sarà sulla difesa. Perché da lì si comincia».
CONTINUITÀ’ Anche l’anno scorso Mando era partito come un campione vero. Pòi si è un po’ spento. “Meno rispetto al passato. Avrò sbagliato 3^1 partite, può capitare. Quest’anno punto a sbagliarne meno, non dico zero, però». Così, ancora una volta, lui ha guidato il gruppo di italiani. Migliore della prima giornata, mentre qualche giovane mostrava progressi: D’Ercole, Rullo, ad esempio. E allora riparte il ritornello, stavolta con la voce di Stefano: «Gli italiani d sono, basta farli giocare perché maturino e si prendano responsabilità, di conseguenza capiranno le loro potenzialità. A me sinora è mancata la continuità. Ma giocando molto ho lavorato anche su questo».
OBIETTIVI Di campionato, ovvero di possibile piazzamento, il 25enne di 2,03 non vuole parlare. E però sull’Eurocup ha un’idea precisa. «E’ un nostro obiettivo, sarebbe bello arrivare alla Final Eight di Torino. Certo, il segreto sta nel concentrarsi su una partita alla volta. Pensiamo soltanto a Roma e alla squadra di Repesa».
COACH Ecco, sabato arriva il suo maestro, Jasmin Repesa, ovvio chiedergli un paragone con l’attuale allenatore di scuola slava. «Sakota è un grandissimo allenatore, ha vasta esperienza, Ha qualche tratto simile a Repesa, con la differenza che Jasmin è un po’ più duro. Dragan quando è arrabbiato riesce comunque a spiegarsi in un certo modo. Detto questo,ho grandissima stima di Repesa, gli devo moltissimo se non tutto. Un gran lavoratore, uno dei migliori. Sarà bello affrontarlo, salutarlo. Speriamo di batterlo».
WOODS L’altra speranza è il recupero di Woods. Al suo arrivo Qyntell aveva chiesto la canotta n. 6, Mancio non ha ceduto e ora i due si stimano parecchio. «Lui è davvero un fenomeno come l’hanno dipinto.E’ incredibile. Secondo me potrebbe anche difendere come attacca. Le gambe le ha. Ma si applica al 20%».
BELI Nel frattempo Mancio sente sempre il suo amico Belinelli. «Sono contento perché ora a ha spazio, vabbé sono amichevoli, però questo forse è l’anno buono. Beli può giocare eccome nella NBA, per anni, ha solo bisogno di fiducia».
ITALIA Ecco, fiducia è la parola magica anche per il Mancio in Nazionale. Nella penuria ditalenti non se ne può fare a meno. Il ct Recalcati sostiene però che il ragazzo deve capire il suo ruolo. Certo è stato triste, vedere Mancio in borghese a Torino, saltare la partita decisiva. «Preciso che io diro sempre sì alla Nazionale. Non ho mai rifiutato perché è un onore immenso. Spero che il ct mi convochi, anche se ormai penso che non abbia fiducia in me».
DERBY Ma intanto il Mancio può permettersi un salto nel passato, perché quest’anno il derby di Bologna toma ad essere caldo, con due squadre di vertice assoluto. “Non parlo della Fortitudo, anche per scaramanzia, però dico che Virtus, Roma e Milano sono le avversarie di Siena per il titolo. Certo, il derby sarà importante, ma lo è sempre stato. Stavolta sarà di nuovo seguito da tutta Italia. Non avremo le squadre di 8-9 anni fa, però la Virtus punta al lo scudetto, noi vogliamo arrivare tra le prime”.

Categoria: Calcio
 

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