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Era ora, finalmente il campionato è arrivato, e con esso sono terminate le chiacchiere e si è passati ai fatti. Ce n’era proprio bisogno, dopo settimane di veleni seguite all’estromissione di Napoli e Capo d’Orlando dalla serie A. Le beghe burocratiche possono però essere anche involontarie: la Fortitudo, ad esempio, le proprie tasse le paga regolarmente, però poi commette l’ingenuità di non presentare tutti i documenti per il tesseramento di Huertas e, dall’oggi al domani, si trova nell’occhio del ciclone. La gaffe, in effetti, è stata tutt’altro che leggera: se la F scudata, ora, vorrà inserire Huertas prima della finestra di mercato del prossimo 24 novembre, dovrà spendere l’unico tesseramento jolly concesso dai nuovi regolamenti, il solo, ahimè, disponibile nell’intera stagione. Altrimenti dovrà aspettare un mese e mezzo per aggiungere un pivot al posto di Barron. Capirete che non si tratta di sciocchezze, questa è una leggerezza che potrebbe costare tantissimo ai biancoblù. Peccato, oltretutto, perché questo fatto ha oscurato l’ottima prestazione compiuta dalla squadra ad Udine: senza 4 titolari (Huertas, Woods, Barron e pure Gordon, infortunatosi in corsa) è arrivato un rotondo +18 a Udine. Ora, in verità, tutti fanno la fila per dire che la Snaidero non era un test probante, che fa parte di un’altra categoria rispetto alla Fortitudo: peccato, però, che questa squadra, ora deputata scarsa dai più, in precampionato avesse perso solo 3 dei ben 15 incontri disputati. In altre parole, è giusto stigmatizzare ciò che la F scudata combina di negativo (e ogni riferimento al mancato tesseramento è… tutt’altro che casuale), ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, e sottolineiamo ugualmente che la prova fornita domenica ad Udine è stata davvero da grande squadra.

Categoria: Basket
 

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