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La prassi, a Bologna, per quanto riguarda il mercato del basket, era quella di completare i puzzle in zona Cesarini: arrivare cioè alla chiusura dei relativi roster all’ultimo momento. Non per amore del rischio, ma perché, aspettando, spesso ci si aggiudicava buoni giocatori a prezzi decisamente più abbordabili. Così è successo lo scorso anno, quando (attendendo a oltranza) la Virtus vide arrivare Alan Anderson praticamente alla metà del prezzo iniziale. Quest’anno va diversamente: Basket City ha avuto forse più soldi a disposizione, forse solo più acume, e così, giunti più o meno a metà del mercato estivo della palla a spicchi, Fortitudo e Virtus sono già a buon punto. La F scudata ha 4 quinti dello starting five già delineato: Huertas, Forte, Woods e Mancinelli saranno appaiati ad un pivot americano (con l’ex Travis Watson più che un’idea), mentre dalla panchina sono già pronti a salire Slokar, Lamma, Cittadini e Malaventura. Niente male, insomma, chiunque arriverà a completare la rosa. La Virtus, scottata dal bidone di Bynum, è invece ancora alla ricerca del play titolare, ma ha già posizionato Ford, Arnold, Giovannoni, Righetti, Langford, Vukcevic e Blizzard: e che, numeri alla mano, almeno 3 di questi debbano per forza partire dalla panchina, è già un lusso che ben poche squadre italiane possono permettersi. Con Chiacig molto vicino ad accettare il ruolo di quarto lungo, e Bonora invece abbastanza lontano dall’accogliere lo spot di terzo regista, anche qui il più ormai è fatto. Vedremo ora se questo vantaggio accumulato dalle bolognesi sulle dirette avversarie verrà trasformato in miglior lavoro.

Categoria: Basket
 

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