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Con la fine delle feste che lasciano ricordi poco piacevoli nei girovita di tanti (ma la scoperta del pandoro al mascarpone è stata, pur tardiva, un attentato alla glicemia dello scrivente), sono arrivati anche i primi verdetti del campionato. Certo, la Virtus non è che avesse particolari problemi nel suo gironcino di Coppa, ma fare cinque su cinque sdentando il Tartu Rock ha assicurato anche il primo posto del girone, se mai ce ne fosse stato il dubbio, e ora può preparare l’infinita trasferta di Samara – nei ricordi della Fortitudo, che ci andò un po’ di anni fa, e nei ricordi del cantore Fabrizio Pungetti, c’è quello di uno strano odore di pesce aleggiante nel palasport, come se di mattina l’arena venisse utilizzata come mercato – con tranquillità e spirito da Piccolo Esploratore. Ben diversa la situazione in casa Fortitudo, con la doppia bocciatura campionato-Europa: come se la Befana avesse deciso di scendere dalla scopa, e di mettere la medesima nel.. ci siamo capiti, no? Insomma, la gente non è molto contenta.

Un tempo, da ‘ste parti, le megacorazzate europee uscivano vincenti solo dopo sfide sanguinarie, spesso utilizzando anche un bel po’ di potere politico, e il Paladozza era roba da far davvero paura: con Repesa la percentuale di sconfitte stazionava attorno al 10%, per dire. Ora, anche un Artland qualunque – con tutto il rispetto, beninteso – può infilarsi infradito con calzetti bianchi e fare gol senza problemi. In Azzarita, negli ultimi due anni e mezzo, la percentuale di vittorie è del 50% in campionato, e ancora peggio in coppa, pur ricordando che negli ultimi due anni non si è andati di divoscion, anzi. E, per non farsi mancare nulla, anche quest’anno è scoppiato un caso Ditomedio, con Woods a clonare quanto fatto da James Thomas nella passata stagione. Se non altro, il lungo ora in Turchia aveva dalla sua un anno martinelliano speso come meno peggiore in campo, per chiedere l’indulgenza: Qyntello nemmeno questo, e la sua richiesta di scuse – passata per comunicato della società, e nemmeno da conferenza stampa come d’uopo – difficile che verrà creduta da qualcuno, visti anche i precedenti del soggetto. Che non è altro se non una delle mille scommesse perse di quest’anno, niente più e niente meno. Il pubblico fischia, avendo visto sfuggire sotto i propri occhi sia la Final Eight che il secondo turno di Coppa, e per il terzo anno consecutivo si divide: contestarli, questi mercenari menefreghisti, o ricordare che una canotta con la F indossano, e almeno fino a fine stagione cercare di incoraggiarli? La cosa buffa è che forse, a certuni che vanno in campo, questo proprio non interessa: le stelline, come le ha definite Pancotto, stanno aspettando il giorno in cui tutto questo finirà come lo studentello che aspetta la fine dell’anno scolastico. Incurante di quanto scriveranno i quadri: promosso o bocciato, tanto, in vacanza ci andrò comunque, vero? Caserta ora diventa una specie di spareggio salvezza: cercar poi pietà da Frates e da Jenkins (a proposito: anche lui preso a pesci in faccia lo scorso anno, ma forse la sua voglia di provarci, almeno per tre quarti di campionato, andrebbe ricordata con rimpianto, viste certe facce attuali) è difficile, se non impossibile.

Che poi, il pubblico non sa più cosa fare: si potrebbe criticare Gil Sacrati, reo di interessarsi più al Parco delle Stelle che non alla squadra, ma è anche vero che in campo non ha mica mandato una squadra di incapaci. Allora, forse, il dito (non quello di Woods) andrebbe puntato verso chi questo gruppo lo ha costituito: ma è anche vero che chiedere la testa di Savic, pur colpevole di troppe scelte sbagliate, significherebbe il ripartire, nuovamente daccapo, per la millesima volta. Per cui palla avanti e pedalare, nella speranza che dagli errori si impari, con umiltà e voglia di riprovarci. Anche tentare un riscatto sarà cosa ben vista agli occhi della gente, che non ne può più delle classiche dichiarazioni ne usciremo tutti insieme. Si va avanti con questi giocatori, intanto, anche se forse uno dei tre brotha sembra di troppo, anche solo per la psicologia dello spogliatoio. Per Pancotto, nuovo idolo della piazza per la lavagnetta buttata per terra durante un timeout, roba da non dormirci sopra.

Chi invece assicura di dormire tranquillo è Matteo Boniciolli. Che dice di non andare a letto pensando a Blizzard e Boykins, e alle loro peripezie aeree tra la via Emilia e il West. Di certo, le due questioni potevano essere risolte in altro modo, specie per quanto riguarda il Nano, ma si sa che in Virtus, se c’è da far esplodere bombe, non ci si mette problemi. Ora Earl sembra essere davvero il figliol prodigo: “non ha spacciato cocaina”, dice il coach, ricordando che il giocatore ha dovuto pagar multa davvero pesante. OK, non era un criminale incapace come qualcuno, nei giorni della tempesta, voleva farlo passare, e forse certe dichiarazioni più di pancia che non di ragione potevano essere evitate, ma così è, se vi pare. Non si sa fino a che punto sia stato grasso il vitello ucciso per festeggiare il ritorno di Boykins in squadra, e per buttare tutto davvero alle spalle servirebbe, adesso, che il giocatore tornasse a livelli di rendimento accettabili. Dopo lo sciopero di Ferrara, le 17 perse tra Caserta e Teramo, e dopo una robaccia a Siena giustificata sia dal trambusto circostante che, ovviamente, dal fatto che Siena è granito puro. E non la miglior partita per cercare goleade riappacificatrici. Di Blizzard, difficile farsi una idea: reintegrato più per motivi sindacali che non per reale convinzione – e Boniciolli non gliele ha mandate a dire – ma anche desaparecido nel momento di fumare, volenti o nolenti, il calumet della pace. Per lui le porte rimangono aperte, con uno spirito samaritano quasi sorprendente, viste altre situazioni, ma è difficile ora prevedere se e quando il ragazzo tornerà a far parte di un gruppo che lui stesso lasciò, per non minarne la serenità con il suo malumore. O almeno così disse, quando chiese di esserne estromesso. Intanto Lauwers va a Varese, da quel Pillastrini che qui non fece in tempo a conoscere, altra prova che lo spazio per un italopassaportato c’è, e quindi stiamo tutti qui ad aspettare le novità. Passando magari da una vittoria per Montegranaro, necessaria per non restare intrappolati in una classifica che è un calderone pazzesco di equilibrio, dietro ad una Siena che forse sta già pensando al 2010, tanto è lo strapotere attuale. E attenzione: i marchigiani, pur nella loro alternanza di colpacci e sfondoni, tanto biondi non sono. Specie per una Virtus ancora non cementata come si dovrebbe. Vedremo.

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