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Alla fine della fiera, si sarebbe scoperto qual è il vero male della nuova Fortitudo: non gli infortuni, non un roster inadeguato, ma semplicemente il giocare al Paladozza. Sì, avete capito bene: se finora la F scudata ha un ruolino da centroclassifica, con qualche infamia e di certo con ben poche lodi, la colpa è proprio quella di giocare nello storico impianto di piazza Azzarita. Lo si evince dalle parole più recenti dell’allenatore Giuliani e pure di qualche giocatore: al Paladozza la squadra effettua al momento solo un allenamento a settimana più le partite, e queste nemmeno sempre, dal momento che le gare casalinghe dei biancoblù sono state effettuate finora anche a San Lazzaro ed a Budrio. Senza che nessuno si offenda, pare la storia di “piove, governo ladro”, vale a dire il prendersela con tutt’altre ragioni che non quelle sacrosante di una squadra che non funziona. Certo, potersi allenare ogni giorno nell’impianto di casa sarebbe l’ideale: ma se tutti i problemi biancoblù fossero in effetti legati al Paladozza, qualcuno poi dovrebbe spiegarci come mai la nuova Fortitudo è più vincente in trasferta che in casa. E’ tutto qui il dato sul quale ragionare: una F scudata più temibile lontano da Bologna potrà al massimo significare che al Paladozza i giocatori possano accusare una sorta di timore reverenziale, questo sì. Ma che debba essere solo questa l’unica motivazione delle attuali magagne, questo sinceramente fa solo sorridere. Come spiegare, altrimenti, il fatto che squadre tutt’altro che irresistibili come Pordenone, Roncade, Ravenna o Marostica abbiano tutti fatto figuroni in piazza Azzarita? Forse, senza che nessuno se ne accorgesse, tutte queste formazioni si allenano quotidianamente al Paladozza?

Categoria: Basket
 

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