Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Tra coraggio e incoscienza c’è una linea sottilissima, la stessa che per la Fortitudo farà da spartiacque tra giudizi fendenti e complimenti dolcissimi. Domani si parte: raduno al PalaDozza per visite mediche e primo allenamento, ancora incompleti (Huertas si aggrega a metà settimana, Citttadini e Mancinelli sono in Nazionale) ma già stracolmi di adrenalina. La palla, allora, passerà a Dragan Sakota, il saggio della compagnia con i gradi del matematico e dell’alchimista. Serviranno infatti tanta strategia e un po’ di magia per combinare con successo i carburanti, potentissimi, di questa squadra: il talento di Woods, i furori realizzativi di Forte, l’eclettismo di Mancio. Vorranno segnare, divertirsi, divertire, ma c’è l’annoso vincolo degli equilibri di squadra. Probabile la partenza in quintetto per tutti e tre, considerando l’amore di Sakota per assetti agili. Al problema dell’un solo pallone in gioco si aggiunge anche quello difensivo: i mastini (a parte Malaventura) non abbondano.
Huertas è tutto da scoprire, Slokar è un lungo di scarso impatto fisico, Bagaric, dovesse essere confermato, tende ad avere problemi di falli.
Eppure la pallacanestro è un gioco di squadra anche dietro: se Sakota riuscisse a inculcare nei suoi lo spirito di collaborazione, il meccanismo difensivo potrebbe essere migliore di quanto ci si aspetti. L’altra incognita è Huertas: chi lo ha visto spesso parla di lui come un micidiale giocatore di accelerazione, non troppo continuo. Per questo Savic vuole premunirsi: in attesa di piazzare Thomas, l’idea è di pescare un sesto uomo straniero in regia, ultimo tassello di una Fortitudo d’assalto: giovane, atletica, talentuosa.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.