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La sosta per la Coppa Italia e il ritiro a Lizzano possono aiutare a uscire da una crisi che sembra irreversibile, ma la pressione vera deve ancora arrivare. In una stagione canuta, ma priva di saggezza e debordante di luoghi comuni, i lamenti alla «peggio di così si muore» fino alla classica «canna del gas», sono ormai espressioni consuete, tutt’altro che catastrofiche, da associare alla Fortitudo. Che arrivata a metà febbraio è riuscita a cappottare anche con Rieti, bestiale pure lo scippo dell’ultimo credito: la differenza canestri. Da lontano è già invisibile quella prodezza di Achara che faceva uscire tutti come eroi e padroni del maniero, contro una Montegranaro furente e in cerca del ricorso. Palle, o fantasie di plastica quelle offerte dai biancoblù, che a ben guardare, anche in quell’occasione hanno rischiato pesantemente. E oggi sarebbe stato il dramma nel dramma. A sfogliare le classifiche degli ultimi due anni, sembra quasi ostinazione quella sfogata contro personaggi quali Jenkins, Edney, Moiso, e la lista si allunga. Non miracolosi elementi, chiaro, ma tra le malattie peggiori, questo 2009 ha offerto nuovi posti da podio, e critiche ben più corpose. Mai così male, si potrebbe riassumere. Alla quarta giornata di ritorno di campionato, la Effe sbalza dodicesima a 14 punti, beffata anche da Caserta, seguita da Ferrara e Rieti a 12, Udine a 10. Eccola la gattabuia della retrocessione, quest’anno strettissima, fagocitante. Nel 2007/08 le cose non andavano bene, ma meglio senz’altro. Intanto perché il 27 gennaio del 2008 si perdeva a Siena — comunque dignitosamente sul 75-72 — e nonostante il ko, l’Upim si piazzava undicesima, a 18 punti con 9 vittorie e 11 sconfitte, al pari di Virtus, Udine, Teramo e Treviso. Il ventaglio, allora, era ampio, quanto il distacco di punti: seguiva Napoli a 16, Scafati a 10, Varese 8. Non c’era il terrore, solo le lamentele per una stagione povera di esaltazioni. Un salto ancora indietro: stagione 2006/07. È il 4 marzo 2007 quando la Climamio Bologna batte Livorno 89-95. La classifica la vuole tredicesima a 20 punti con 10 vittorie e 11 sconfitte. Davanti a Udine 18, Teramo 14, Avellino e Reggio Emilia 12, Livorno 6. Qualche paura arrivò solo sul finire della stagione, quando si scese in zona off, ma le cose rientrarono, certo dimessamente. Veniamo al presente: il bilancio attuale già parla da sé, 7 vittorie su ben 12 partite, e l’inespresso di questa squadra resta forse il magma più bruciante da cui estrarre i mali peggiori. Spogliatoio, cattiva gestione, clima apatico da ordinaria amministrazione. Se non ci fosse Pancotto, che settimanalmente cava fuori dalla bocca parole incoraggianti, ora chissà, parrebbe tutto ancora più funereo. A guardare in avanti, la sosta di Coppa Italia allontana solo temporalmente i dissapori. La società ha approvato al ritiro a Lizzano, dove rigenerare è l’ultima cura rimasta. Sempre che ci sia ancora qualcosa di veramente efficace all’infezione. Il calendario accelera l’espansione del virus con Siena, Biella e Ferrara pronte al massacro nelle prossime tre giornate. Dopo, metà del girone di ritorno è già mangiata, e bisognerà lavorare di straordinari per accaparrarsi gli avanzi. Il rischio reale è che la lotta alla salvezza degeneri in qualcosa di peggiore alla condizione attuale. E che il riarmo imponga mezzi e capacità difficilmente individuabili. La pressione vera deve ancora arrivare, è sarà ben altro che la sindrome da PalaDozza o un derby da giocare.

Categoria: Basket
 

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