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In uno dei momenti più drammatici degli ultimi anni la Fortitudo si aggrappa al suo totem. Dalibor Bagaric, uno che non è mai fuggito di fronte alle responsabilità, che nell’Aquila crede, partirà in quintetto contro i 218 centimetri di Kosta Perovic. Il croato, assente per uno strappo al polpaccio da tre mesi, torna ad essere disponibile. E Pancotto per togliergli subito la ruggine e spedire un segnale importante lo lancia in quintetto. Gli farà posto Lazaros Papadopoulos, quasi certamente. Poi potrebbe rimescolare le carte anche sul perimetro, Malaventura e non Strawberry o Woods, forse Gordon. Ma la novità, appunto, è Bagaric.

CUORE – Lontano dalla vista lontano dal cuore malato. La Fortitudo in attesa di tuffarsi nel vortice della zona retrocessione si gioca a Valencia le residue chance di dare un senso ad una partecipazione all’Eurocup altrimenti davvero deprimente visto che le uniche due vittorie sono arrivate contro i giovani serbi dell’FMP Zeleznik. Dopo lo scivolone interno con Artland, quello che ha di fatto sancito al rottura totale con la tifoseria, stasera (alle 19, su E’Tv) gioca a Valencia contro una squadra forte, che ha vinto a Bologna, si è appena qualificata per le Final Eight della Coppa del Re e in Eurocup è imbattuta. Sulla carta è una partita proibita. Il paradosso è che potrebbe essere inutile una vittoria e potrebbe invece verificarsi una clamorosa qualificazione anche in caso di sconfitta. Prodigi della matematica. Un altro paradosso è che forse Pancotto gradirebbe più una vittoria con eliminazione che una sconfitta con qualificazione. Ora ha bisogno che la squadra ritrovi fiducia, morale, anche per affrontare domenica sera contro Teramo anche l’ira dei suoi tifosi.

VALENCIA – A Caserta, la Fortitudo ha giocato una partita che lo staff ha considerato al livello di quella di Milano che probabilmente aveva generato qualche illusione. Una squadra con i giocatori della Fortitudo non può trovare consolazione in una sconfitta al supplementare contro una neopromossa specie nell’arco di un girone di andata altamente insufficiente, ma di questi tempi occorre prendere quello che di buono c’è. «Sarà una partita importante per verificare i passi in avanti della squadra dal punto di vista del gioco, della difesa, della personalità e del carattere – diceva ieri sera Cesare Pancotto dopo l’allenamento – E’ chiaro che il Pamesa ci porrà davanti gli ostacoli più grandi, ma soltanto confermando la crescita in atto potremo fare qualcosa di buono. Partiremo con un quintetto inedito, sia perché amo fare queste cose, sia perché ritengo sia importante dare opportunità a tutti. Inoltre voglio verificare certi tipi di scelte che stiamo portando avanti. Stiamo facendo le cose col piglio e con la testa giusta, il preludio indispensabile per tornare a vincere. Finora abbiamo fatto più quantità che qualità ma dobbiamo migliorare ancora».

BAGARIC – Il totem biancoblu, che sabato ha avuto un piccolo diverbio con la Fossa che aveva ignorato la squadra dopo la sconfitta quando i giocatori cercavano un minimo di solidarietà, finora ha giocato solo due gare di campionato, a Udine e in casa con Roma. Poi l’infortunio, la ricaduta e di fatto una stagione da eterno malato, a soffrire senza poter dare fisicità e leadership alla squadra. Perché quello che vuole dire Pancotto lanciandolo nei primi cinque è proprio questo: siamo in difficoltà, aggrappiamoci al nostro simbolo.

Categoria: Calcio
 

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