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E’ con grande soddisfazione, e pure (diciamolo) con un po’ di stupore, che in questi giorni si riesce a parlare positivamente della Fortitudo. Dopo una serie inenarrabile di alti e bassi (molti più bassi che alti, in verità), la F scudata ha prodotto il suo acuto quando meno ce lo si aspettava. Il campo di Ravenna sulla carta era assolutamente tabù: non bastasse che i biancoblù avevano già perso lo scontro diretto all’andata tra le mura amiche, non bastasse la serie infinita di passi falsi messi uno dopo l’altro da Lamma e compagni, stavolta c’era soprattutto la forza dell’avversario a non far compiere troppi voli pindarici alla banda di coach Giuliani. I ravennati sono stati infatti costruiti dichiaratamente per vincere, e sinora avevano rispettato le consegne con encomiabile precisione: domenica giocavano infatti per guadagnarsi la testa del girone. Invece, come detto, è arrivato del tutto inatteso l’acuto della Fortitudo: roba da far dire, a fine gara, all’attonito patron Romagnoli: “per questi occorrerebbe davvero uno psicologo”. Difficile non essere d’accordo con questa comunque pungente affermazione: se la voglia e l’atteggiamento mostrati domenica in terra ravennate fossero sempre stati questi in tutto l’arco del campionato, la classifica non sarebbe di certo quella che è, ed il pubblico a seguire la F scudata non sarebbe nel frattempo quasi dimezzato. Tant’è, ora è del tutto inutile guardarsi troppo indietro: ora l’imperativo categorico è dare continuità a questo nuovo ed inatteso trend. Perché tornare al vecchio andazzo, dopo aver mostrato a tutti di poter fare molto meglio, sarebbe doppiamente sanguinoso.

Categoria: Calcio
 

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