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Per Kieron Achara, il giorno libero – a metà settimana, come costume di coach Sakota – è stato più allegro grazie alla presenza dei propri familiari a Bologna. Papà, mamma e fratello avevano anche visto Kieron disputare una prova convincente contro Rieti, una prestazione condizionata però dall’ingenuo quinto fallo, che aveva tolto lo scozzese dalla contesa all’inizio della volata. In quel momento, il brusio del Paladozza aveva espresso la preoccupazione del pubblico per l’uscita del lungo più affidabile della Effe in questo inizio di campionato. Una sorpresa per tutti, visto che per Achara in precampionato si parlava addirittura di un possibile parcheggio in una squadra che gli consentisse di fare esperienza. «E’ tutto nuovo per me – spiega l’ala-pivot mancina – ma dopo poche settimane ho capito di aver fatto la scelta giusta: ho trovato ottimi compagni di squadra ed una società ancora migliore di quanto sperassi. II livello di gioco è alto, mi sono dovuto adattare soprattutto in difesa: qui ci sono tanti lunghi in grado di fare canestro da tre, devo abituarmi a seguire gli avversari sul perimetro». ENTUSIASMO – La principale peculiarità di Achara è stata finora l’atteggiamento positivo. Sin dal ritiro di Folgaria, infatti, il rookie da Duquesne University è parso come un bambino nel paese dei balocchi, e ogni sua parentesi sul campo è stata quella di un giocatore entusiasta e a dir poco affamato: «Voglio dare tutto quanto serve alla squadra, che siano rimbalzi, difesa o semplicemente il tifo dalla panchina non importa – dice il 25enne scozzese di padre nigeriano – sono fortunato a giocare a questi livelli, perché per chi vuole migliorare non esiste un campionato migliore di quello italiano, dove non ci sono partite facili, l’abbiamo scoperto sulla nostra pelle in questo avvio di stagione». Un periodo che proseguirà con la terribile trasferta di Siena, contro un Montepaschi proveniente dalla sfida di Eurolega contro il Barcellona: «Ma Siena non avvertirà il doppio impegno ravvicinato, è abituata a giocare partite del genere. Noi, invece, saremo costretti a dare oltre il 100%». Il tutto, basandosi sul talento puro di elementi che hanno impressionato Achara: «Woods è fenomenale, in attacco sa fare qualunque cosa. E Mancinelli, che segna in mille modi diversi, è un giocatore da cui voglio apprendere tanto. Anche se per ora coach Sakota insiste con me soprattutto su altri particolari, come gli aiuti difensivi e la posizione nella difesa sul gioco a due». GATTUSO – Ad aiutare l’ambientamento di Achara, legatissimo alle proprie origini, è anche la tifoseria Fortitudo, che ricorda a Kieron quella dei suoi amati Rangers Glasgow: «Ho trovato tifosi che ti supportano sia quando vinci che quando perdi. Anzi, se vedono che dai l’anima in campo, nel momento in cui stai perdendo diventano ancora più caldi. E’ l’essenza che accomuna i tifosi Fortitudo a quelli del calcio inglese e scozzese». Ma gli impegni con la Fortitudo hanno fin qui impedito ad Achara di conoscere da vicino il calcio italiano: «Non vedo l’ora di poter andare allo stadio. La mia squadra preferita? Il Milan, perché schiera uno dei miei calciatori prediletti. Non Ronaldinho o Kakà, ma Rino Gattuso… lo seguo da quando giocava nei Rangers».
STRAWBERRY – E’ atteso nelle prossime ore l’arrivo di DJ Strawberry a Bologna, dove l’ex Maryland inizierà ad allenarsi con la squadra in attesa del tesseramento (possibile solo dal 24 in poi) e del debutto, sabato 29 contro la Carife Ferrara.

Categoria: Calcio
 

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