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I1 basket anticonformista di Zare Markovski sgretola quel che resta della Fortitudo. Il tecnico macedone fa sua la gara con un trovata naif: quattro piccoli in campo e quasi mai un centro di ruolo sotto canestro (staffetta Tusek-Radulovic). «Ho provato questa soluzione, volevo vedere l’impatto sugli avversari. è andata bene». I ritmi altissimi mandano la Gmac fuori giri, incapace di tenere l’uno contro uno in difesa e di sfruttare i chili e i centimetri in attacco. E alla fine il clima diventa pesantissimo. Anche tra i pretoriani della Fossa, epicentro del tifo caldo biancoblù, dietro allo striscione «Vergognatevi per lo schifo del derby», divampa una contestazione che non si vedeva da anni. Un tifoso entra in campo e si scaglia contro Gordon. Tra i due volano parole grosse e solo l’intervento di Lamma scongiura il contatto fisico. Disfatta. Senza Woods, Lamma e Bagaric è amara la prima di Pancotto sulla panchina bolognese. In tre giorni non poteva fare granché, ma un approccio meno moscio doveva pretenderlo o inculcarlo: «Abbiamo toccato il fondo — dice — Ora prendiamoci le nostre responsabilità, tiriamo fuori l’orgoglio e cerchiamo di risalire. Abbiamo concesso 51 punti nel primo tempo senza nessun tipo di opposizione. Dobbiamo bilanciare meglio i tiri, migliorare in contropiede e a rimbalzo anche se questa squadra ha lacune sostanziali». «Lavorerò sulla testa», aveva detto alla vigilia. Il lavoro è riuscito solo su Huertas che, in avvio, ingaggia un bel duello con Best. Ma, sul +3 Avellino, al 7′, Markovski ha l’idea meravigliosa: fuori l’ex Nba e dentro Diener, Lisicki, Cinciarini, Warren con Tusek pivot. L’Air diventa imprendibile in attacco, trova sempre l’uomo smarcato sotto canestro e punisce da tre punti. Dieci minuti dopo è a +19 (30-49), con la Gmac allo sbando. II caos Fortitudo si evince da un dettaglio apparentemente illogico: nonostante il quintetto bonsai, l’Air prende 12 rimbalzi in più degli imbambolati fortitudini. In attacco, invece di sfruttare i suoi lunghi la Gmac quei pochi tiri da 3 (solo 7) se li gioca nei momenti sbagliati e senza frutto. Inoltre gli equivoci tattici cominciano a diventare una zavorra troppo pesante. Gordon è fuori da ogni logica, il corri, tira e sbaglia di Strawberry è deleterio (se gioca così con Woods è incompatibile), mentre l’ibrido Mancinelli è in una fase di totale involuzione acuita dalla mancanza di un ruolo certo (è un 3 o un 4?). Markovski sa come non sbandare in questi casi e si regala anche il privilegio di fare riposare Best, surrogato da un ottimo Porta. «La panchina ci ha dato molto — conclude Zare — mentre l’esperienza in Eurolega ci sta insegnando anche a gestire gare come questa».

Categoria: Basket
 

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