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DI LA’ DALL’OCEANO c’è la mamma a seguire la sua presentazione attraverso internet, al Cierrebi c’è, invece, un nugolo di tifosi virtussini curiosi di conoscere Sharrod Ford. Una conferenza stampa tranquilla con frasi di circostanza che si scalda nel finale, quando salta fuori che il lungo statunitense, vestirà la maglia numero 5, quella che in altri tempi è stata indossata da Sasha Danilovic.
«Sono cresciuto tifando per Washington e in campo ho il numero 5 in onore del mio beniamino, Juwan Howard. Mi rendo conto che è una eredità pesante, ma ovunque sono andato questa maglia era di qualcuno che aveva fatto la storia di quel club. Proverò a raccogliere la sfida».
Discorso ineccepibile ma l’effetto sui presenti è evidente, anche se il presidente bianconero Romano Bertocchi puntualizza come la Virtus non abbia mai ritirato quella maglia. All’Arcoveggio erano già pronti a consegnarla a Gianluca Basile, poi non se n’è fatto nulla perché l’ex fortitudino ha preferito rimanere a Barcellona. Howard, Danilovic, Basile, il centro statunitense ha proprio ragione, il numero 5 è destinato a persone che fanno la differenza. Di rimbalzo però, ora la patata bollente passa proprio nelle sue mani.
«Quando gioco non penso tanto alle mie statistiche, quanto piuttosto a fare ciò che mi chiede l’allenatore. Rimbalzi e stoppate sono una caratteristica costante del mio gioco e, dando una occhiata al roster, non penso avremo molti problemi nel fare punti. Quello che conta è riportare questo club ai livelli del 2007. Durante l’estate ho lavorato con lo staff dei Lakers per migliorare le mie prestazioni nei tiri liberi, perché per il mio modo di giocare è qualcosa di importante».

GUARDANDO alla sua passata stagione trascorsa a Montegranaro, l’unico numero insufficiente è il 63,5 per cento ai tiri liberi, per il resto ci sono 10 rimbalzi tondi tondi catturati a gara e 14,1 punti segnati in circa 30 minuti di gioco. Cifre che hanno fatto lievitare le sue quotazioni tanto che la Virtus per accaparrarselo ha dovuto mettere sul piatto un milione di dollari a stagione per i prossimi due anni, con uno escape per la Nba già nell’estate 2009.
«Alla fine della mia ottima stagione avevo varie offerte, in Italia e all’estero. Ho tenuto conto della storia di questa squadra, oltre che dei progetti che aveva la società per il futuro. La Virtus ha avuto un anno difficile, ma io e i miei compagni siamo qui per fare bene e per raggiungere gli obiettivi che tutti mi hanno detto voler provare a conquistare».

TRA I NUOVI compagni solo Keith Langford è una vecchia conoscenza dai tempi del college, per una squadra che sarà tutta da scoprire ma che già in tanti annoverano come la vera anti Siena della prossima stagione.
«Siamo un buon team ma dobbiamo lavorare insieme, sono molto fiducioso perché mi piace il modo in cui siamo stati costruiti. In questo momento è difficile fare pronostici: quando si parte una chance di vittoria ce l’hanno tutti. Per far bene bisogna prima di tutto costruire un gruppo nello spogliatoio».
Oggi sempre al Cierrebi (ore 12) sarà presentato ufficialmente Keith Langford, mentre domenica inizierà il raduno vero e proprio in preparazione alla prossima stagione.

Categoria: Basket
 

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