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Simone Fontecchio è un predestinato. Gioca a basket come un veterano anche se compirà solo 19 anni il prossimo 9 dicembre. E’ un’ala di 203 centimetri con tanta esplosività e carattere. In tanti lo vedono come il prossimo prospetto italkiano a tentare l’avventura al di là dell’Oceano. Intanto se lo gode la Virtus, che gli sta dando sempre maggiori responsabilità. Lo fa crescere, magari pure sbagliare, ma senza pressioni, senza quell’ansia da prestazione che potrebbe avere un giovanotto che scocca un tiro da tre a 15” dalla fine con la possibilità di dare la vittoria alla sua squadra:
“Bello, niente da dire. – ha detto – Un’emozione grande, sono felicissimo. Ma ho fatto quello che dovevo, è stato bravo Abdul Gaddy a cercare la penetrazione e poi arrestarsi trovandomi libero per il tiro decisivo. Non era stata una delle serate migliori, per me, avevo sbagliato tanto, e cose facili. Ma il basket è questo, è entrato il tiro più importante e adesso siete tutti qui a parlarne”.
Perché è un segnale di forza d’animo, quella che ti tiene in piedi anche nelle serate potenzialmente storte.
“Questo sì, non mi sono mai abbattuto. Sono queste le cose che pagano, alla fine. Ma vale per me come per tutta la squadra. Abbiamo inseguito senza mai farci sopraffare dallo sconforto, siamo rimasti aggrappati alla partita. Uniti, come deve essere sempre”.
Potrebbe essere una svolta. Questa Virtus è un gruppo giovane, che fin dall’inizio ha mostrato attitudine ad ascoltare ed apprendere. E che sta crescendo in palestra.
“Sì, è stata una settimana dura, dopo la sconfitta di Cantù abbiamo cercato di ripartire dai nostri errori e allenarci forte, con intensità. A Pistoia siamo andati per vincere, ci siamo riusciti e questi due punti valgono doppio, perché su quel campo e in quell’ambiente carico di entusiasmo non è semplice portare a casa la partita. La chiave è stata la difesa: quello che non ci è riuscito nel primo quarto, dove abbiamo subìto esageratamente il loro uno contro uno, è arrivato in quell’ultima frazione in cui abbiamo fatto quadrato lasciandogli poche possibilità. Siamo stati bravi, ed è anche questa una lezione che dovremo ricordare”.
Ripartendo da un tiro che ti cambia una serata.
“Ripartendo anche da quello, che mi carica di entusiasmo. Ma lo ripeto: non sarebbe arrivato se non ci fosse stato dietro il lavoro di un gruppo”.
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Categoria: Basket, Sport
 

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