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Il Bologna ha chiuso la stagione con il tranquillo pareggio di Verona con il Chievo. Quattordicesimo posto, con 42 punti, salvezza matematica a tre giornate dalla fine, quella virtuale praticamente a metà febbraio e dunque obiettivo di stagione raggiunto con ampio anticipo. Il Carpi nonostante il buon campionato è tornato in serie B con ben 38 punti ad un punto da Palermo e Udinese. Come considerare questo campionato? Esattamente come si è concluso. Un’ampia sufficienza, diciamo 6 e mezzo. Ma non un mezzo voto di più. Che va suddiviso tra tutti. tra Corvino che ha fatto la squadra gli ultimi dieci giorni del mercato. Saputo che ha aperto i cordoni della borsa del DS solo in agosto, Fenucci che insieme a Di Vaio e Corvino hanno deciso di partire con un tecnico, Delio Rossi, che a tutti è sembrato non essere mai entrato in sintonia con i giocatori e l’ambiente, già nelle settimane della promozione. Poi da considerare una campagna invernale decisamente inadeguata e che non ha aggiunto nulla ad una squadra che è l’ultimo attacco della serie A ma pure l’ottava difesa. Troppe le sconfitte al Dall’ARa ben nove, che hanno portato ad una disaffezione del pubblico, che ha vissuto la squadra più in campo esterno che dentro alle propria mura. Dunque l’idea del giusto mix tra gioventù e giovani è stata vincente ma non sufficiente per riuscire a mantenere il miglior momento psicofisico fino al termine del campionato. M da queste certezze è necessario ripartire, ritrovando quello spirito di iniziativa che era stato alla base dell’incredibile rimonta di Donadoni al suo arrivo. Dal non prendere a fare un gol in più dell’avversario. Una mentalità che aveva trasformato i giocatori, portandoli a vittorie esterne incredibili, come quelle di Milano, Sassuolo o Genova. Contemporaneamente, però, sarà necessario continuare nel processo di qualità che Corvino aveva cominciato con l’arrivo di Donsah, Giaccherini, Destro e di Mirante, che è stato senza dubbio il miglior giocatore rossoblù assieme a Diawara. Ma non bisogna dimenticare l’esplosione di Masina, il super campionato di Maietta e la sicurezza che ha sempre garantito Gastaldello. Se si vuole arrivare a migliorare questa situazione, senza rischiare di parlare di pericolose annate di assestamento, sono necessari, come annunciato da Di Vaio tra i quattro e i cinque nuovi titolari, tenendo conto dell’attacco come reparto più urgente. L’empasse sul DS non è di poco conto. Ci si sarebbe potuti muovere fin da febbraio considerato l’ottimo campionato fino a metà febbraio, ma è chiaro che la decisione della separazione da Corvino ha prodotto un vuoto notevole. Sentiamo il tecnico Roberto Donadoni dopo l’ultima fatica.

Categoria: Calcio, Sport
 

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