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In tanti anche nelle scorse settimane si sono chiesti di chi fosse la principale responsabilità delle difficoltà della Ferrari negli ultimi anni. Ed è chiaro che il nome di Stefano Domenicali era sulla bocca di tutti. Ma diversamente da quanto fanno in tanti nel nostro Paese il responsabile della gestione sportiva di Maranello non ha voluto aumentare voci e dicerie. Dopo 23 anni di crescente responsabilità ha dato le proprie dimissioni dal ruolo tanto gratificante, ma pure importante e pieno di responsabilità. “ Scelta difficile e sofferta – ha scritto Domenicali – ma da capo mi assumo le responsabilità sperando che la Ferrari torni dove merita”. La casa di Maranello ha fatto ciò che avviene sempre in questi casi e con un comunicato freddo e conciso afferma di aver “preso atto delle dimissioni di Stefano Domenicali e lo ringrazia per avere servito l’azienda con grande dedizione in ruoli di crescente responsabilità per 23 anni. A Stefano Domenicali gli auguri più sinceri per il futuro”.
Un po’ più loquace il presidente, Luca di Montezemolo, che comunque probabilmente aveva la necessità di trovare un capro espiatorio, per non dare l’impressione di immobilità rispetto ad un momento difficile che dura da troppo tempo. E’ stato così nominato nuovo responsabile Marco Mattiacci, presidente di Ferrari Nord America. “Ringrazio Stefano Domenicali – ha scritto il presidente – non solo per il suo costante contributo e impegno, ma per il grande senso di responsabilità che ha saputo dimostrare anche oggi anteponendo l’interesse della Ferrari al proprio. Ho stima e affetto per Domenicali, che ho visto crescere professionalmente in questi 23 anni di lavoro insieme e per questo gli auguro ogni successo per il suo futuro. Voglio anche augurare buon lavoro a Marco Mattiacci, un manager di valore che conosce bene l’azienda e che ha accettato con entusiasmo questa sfida”.
Domenicali, era subentrato nel ruolo a Jean Todt a fine 2007, ha vinto al muretto il titolo costruttori del 2008, quello del Mondiale sfuggito a Felipe Massa all’ultima curva del GP del Brasile. E proprio quello dei Mondiali sfuggiti è un po’ stato negli ultimi tempi un tema ricorrente: oltre a quello di Massa, il Mondiale è svanito all’ultima gara con Fernando Alonso al volante nel 2010 (forse la più dura da digerire, causata da una scelta tattica errata nel GP di Abu Dhabi ) e nel 2012. Sconfitte brucianti dopo le quali il Cavallino non è mai riuscito a cambiare marcia. Quest’anno il grande cambio regolamentare e l’acquisto di Kimi Raikkonen da affiancare ad Alonso aveva fatto sperare in una svolta tecnica e di risultati. Svolta che non c’è stata perché al pronti via del Mondiale la macchina si è rivelata profondamente in deficit di velocità rispetto alla concorrenza.

Categoria: Sport
 

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