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Emotion. And standing ovation. Lo sport è “bestia” terribile e magnifica. Distrugge e ti concede la resurrezione. In otto giorni. Mykal Riley ne è il simbolo: impresentabile a Bologna, “tagliato” virtualmente in settimana per Rick Apodaca, emozionante ieri sera nella superba vittoria Carife contro l’imperiale Lottomatica. La Virtus Roma che domina l’Eurolega (cinque vittorie consecutive), ma che scivola troppo in Italia (pure cinque le sconfitte di fila), sbatte il muso di fronte ad un Club generoso e gagliardo. Coraggioso ed umile. Tosto e amabile. Ferrara la mette sul piano che desidera (difesa e controllo del ritmo se non c’è contropiede, attacchi larghi e attenzione ai rimbalzi). Vince con pieno merito la truppa di Valli ed è quasi incredibile: tre colpi in campionato e tutti scalpi nobili. Prima Treviso, poi Avellino e adesso Roma. Da domenica arrivano gli scontri diretti, la base su cui partire (6 punti) è in linea con quanto obiettivamente ci si poteva attendere. Intanto la Carife va all’incasso di questo bottino, impreziosito dagli occhi luccicanti da cerbiatto felice di Riley. Esce ad una manciata di secondi dalla fine, per l’umana standing ovation che gli concede Valli. Emotion, ovation e devotion. Devozione. Attaccamento. La brigata estense può salvarsi solo così. In attesa dell’impatto di Apodaca. Si parte con assenze, novità e curiosità. Roma senza Brezec (febbre), Ferrara priva di Allegretti (guaio muscolare) e con Apodaca in borghese a bordo campo. E così, il sorpresone: il probabile “tagliato” Riley in quintetto. E baby Mykal parte pure bene. Dopo lo 0-5 di partenza capitolino, infila il cesto del riavvicinamento e il triplone dell’8-9 al 5′. In più si attacca al “celebre” Ray ex Nba a Boston. La Carife tiene bene l’urto della Lottomatica, peccato che gli arbitri subiscano il fascino della Capitale: fiscali da una parte, di manica larga dall’altra. Coach Valli se ne lamenta ed è subito minacciato di tecnico. Al 6′ primo vantaggio estense su contropiede Collins e schiacciatona Ebi. Il Club difende, tutta grinta e press: ruba tre palloni di fila, poi spreca il colpo in attacco per eccesso di frenesia. Però, diavolo: i bianconeri ci sono. Altre due rubate Ferrara (saranno 8 in 10′), ma 2° fallo Ebi e in un amen Lottomatica a contatto (17-16 a fine primo quarto). Ripartenza: Roma cerca l’isolamento per il gioco spalle a canestro di Hutson, teoricamente un’iradiddio. Ma Jamison tiene, concentrato. Attento. Di là, “Mastro” Farabello smazza assist: due per “Aroldo” e il Club viaggia. Con un break di 5-0 ecco il 22-18 del 14′. La Carife si costruisce buoni tiri da tre, ma la palla non entra. Però la retroguardia è tenace, rimane un buon paracadute. Al 15′, 22-20: torna Riley, subito cesto. Ferrara attacca su spaziature larghe, apre sugli angoli per l’uno contro uno in penetrazione. Senza paura. Becirovic duella con Farabello ed è bel match di cervelli cestistici. Sani entra, Daniel copre e Nnamaka stoppa. Subito dopo 2a penalità Becirovic. Al 18′ 30-25 Club; la difesa estense è dura, tonica, corale… Energetica. Collins dalla lunetta (32-25, 19′), poi assist per Jamison che firma il ” + 11″ 36-25. Però gli arbitri tolgono qualcosa a Ferrara, escono sommersi dai fischi per il 36-28 dell’intervallo. Repesa striglia i suoi, break di 6-0. Ancora tripla Riley a ridare ossigeno. Diventa match tutto muscoli. Sfibrante. Il Club prosegue nella sua difesa fisica e magica, ora anche Roma ci mette la faccia cattiva. Attacchi in crisi, ma è lotta titanica. Nel momento di maggior caos, “bomba” inventata ma lussuosa di Ebi (44-36, 25′). Agonismo, poca lucidità. Collins è impacciato, soffre la rapidità di Jennings. Non crede più nel tiro, però è bravo a recuperare mentalmente: si mette a disposizione dei compagni e dirige il traffico. Aiutato da Farabello e Zanelli. E sotto Jamison domina, mette psicologicamente in crisi Hutson. Al 28′ 49-38 Club, al 29′ un incredibile “+ 14”: 52-38. E qui, Repesa prova l’ultima carta: la zona. E’ solo una questione di testa, attaccarla. Ma Ferrara si paralizza, paura di vincere… Per fortuna la Lottomatica esaurisce in fretta il bonus, ogni fallo sono liberi. La Carife non attacca convinta il ferro (solo una gran tripla di Zanelli, ma fondamentale), però girando al largo prende buoni falli e capitalizza dalla lunetta. Altroché linea della carità, questi sono punticini natalizi. Saranno 18 su 21 segnati nel Quarto. Al 35′ 56-47: Jennings e Ray si mettono in proprio. Il Club difende ancora da applausi, ma loro stavolta infilano cesti di talento. In più gli estensi perdono qual-che pallone gratuito, non chiudono: 62-54 al 38′, 68-63 al 39′. Laddove le gambe tremano un filo, i liberi ridanno forza. Ed è vittoria. Emotion.

Categoria: Calcio
 

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