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CON Giorgio Valli ha condiviso l’esperienza nelle Summer League e con lui ha visionato Mykal Riley e Ndudi Ebi, nuovi acquisti del Basket Club. Logico chiedere ad Alberto Morea un’opinione sui due nuovi stranieri.
«Riley è un giocatore dall’indubbio talento, la cosa che gli riesce meglio è tirare, sia sugli scarichi che dal palleggio, creandosi da solo una conclusione».
Cosa vi ha colpito di lui?
«La struttura fisica filiforme, distribuita in 197 centimetri.
Ed il suo altruismo, la capacità che ha di giocare con i compagni. A noi interessava un giocatore che non alterasse gli equilibri».
E non un «centravanti», come dice Giorgio Valli.
«Esatto. Noi preferiamo avere responsabilità e leaderdship diffuse su tutti. Andare su un realizzatore classico sarebbe stato più facile, ma a Giorgio il coraggio non manca, ed ogni scelta è suffragata da valutazioni».
In serie A si vince col gruppo o con il talento?
«Bella domanda, ce la siamo posta anche noi… Diciamo che ciò che cambia è sicuramente l’impatto fisico, per questo abbiamo inserito due giocatori duttili e atletici».
Come Ebi ad esempio?
«Allegretti e Nnamaka sono perimetrali, ci serviva un lungo atletico e interno. Lui non è uno specialista, ma sa fare tante cose ed ha anche un discreto tiro dai 4-5 metri. Sono giusti i paragoni con Comegys e George».
Valerio Mazzola agli Europei under 20?
«Non sono stupito: ricordiamoci che lui ha perso due anni per un infortunio, ma è un giocatore che lavora tanto e può crescere.
Questa esperienza gli servirà molto».

Categoria: Calcio
 

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