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Caro Charlie,
ma come, mi sbagli il tiro più facile da sotto? La tua specialità.
Te le dice il più «Foierista» del Basket Club. Gettare la croce addosso a coach Giorgio Valli del perché non farai parte della Carife 2008/2009 è ingeneroso e riduttivo. Non è un’uscita da grande capitano. Sai bene che la responsabilità di collocarti nel roster come quarto lungo va divisa al 50% con me, ripeto «Foierista» numero uno.
Se Giorgio Valli fosse stato un allenatore opportunista mi avrebbe detto «infischiamocene dell’atletismo dei giocatori, che è la dote imperante in serie A, proponiamo a Charlie il ruolo di terzo lungo e se poi le cose non andranno cambieremo in corsa». Invece Giorgio, e io lo apprezzo molto per questo, quando lavoriamo per comporre la squadra ha un atteggiamento sempre molto chiaro, serio e responsabile verso i giocatori, la società, il pubblico. E così lo è quando, insieme, spieghiamo all’inizio della stagione a tutti i giocatori quale sarà il loro ruolo all’interno della squadra. Charlie, è la storia che ha cambiato le regole di quando anche in serie A si giocava con due extracomunitari e otto italiani. E’ caduto il muro di Berlino (non quelli del PalaSegest purtroppo), il basket è entrato nel professionismo, la sentenza Bosman, le nuove leggi della Comunità Europea, i confini delle nazioni per il lavoro non ci sono più. E lo sport si è adeguato, l’Inter vince lo scudetto con unico italiano Materazzi, nel basket di serie A si possono tesserare fino a otto giocatori stranieri su dodici. Noi ci siamo fermati a sei. Tutto ciò non è colpa di Giorgio Valli. Hai fatto bene a scegliere un’altra strada perché, come giustamente hai detto, un capitano che non gioca perde carisma, è già il ruolo di terzo lungo, che hai espletato al meglio, ti stava stretto. Ricordi, dopo la trasferta di Rimini, mi dicesti che te ne volevi andare?
Ti ho convinto a restare perché sentivo che avremmo potuto vincere il campionato e scrivere il nome di tutti noi nella storia della città. Avrai la fortuna di giocare a Livorno, in una città storica del basket con uno splendido nuovo impianto da 8.033 posti. Per noi il nuovo impianto, nonostante le promesse e non solo quelle, è rimasto un’illusione, ma ci hanno detto che un giorno a Ferrara ci sarà una Cittadella dello Sport con un grande palasport e un grande stadio. Forse accadrà nel 2053 e all’inaugurazione non ci saremo proprio tutti…. Ok Charlie, un grande in bocca al lupo e ci rivedremo a settembre al PalaSegest con tutta la squadra della storica promozione compresi Maso, Rombo e il reverendo Patrick. E quel giorno, sono sicuro, non sbaglierai il tiro da sotto! Te lo dice il più «Foierista» del Basket Club.
Alessandro Crovetti

Categoria: Basket
 

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