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Alla fine dell’allenamento, Harold Jamison ha stretto i denti pur di esserci con i campioni d’Italia. Aveva saltato l’andata al Palasclavo, questa volta ha giocato, ma non è bastato. Ed è destino che per lui con Siena quest’anno ci debbano essere sempre problemi fisici. Il giorno dopo però, la serenità ha la meglio su ogni piccolo rimpianto. «Abbiamo cercato di stare in partita più a lungo possibile — spiega Harold il giorno dopo — ma Siena si è confermata ancora una volta uno squadra di un altro livello. Non perdono mai la calma, giocano sempre allo stesso modo e non hanno sbagliato nulla. Difficile fare di più quando hai avversari che segnano bombe come se fossero dei tiri liberi…». Anche in difesa non vi hanno concesso nulla di quello che solitamente le altre squadre di serie A permettono. «Sicuro, sono più aggressivi degli altri, hanno una difesa da Eurolega sul pick’n roll e non solo». Sinceramente: ci speravate? «Era difficile pensare di poterli battere, ma quando sei lì ci provi, devi crederci. E ci abbiamo provato davvero. Ancora oggi, personalmente, la caviglia mi fa davvero molto male». Arrabbiato col tuo compagno Ndudi Ebi per quei due falli ingenui e inutili su Stonerook lontano dal canestro dopo appena un minuto di gioco? «No, non sono arrabbiato e lo capisco. Lui per l’Europa è un rookie, la voglia di strafare gli ha giocato un brutto scherzo». Pesaro, Treviso, Siena e ora Milano. Il calendario terribile non ha riservato fin qui miracoli. Rimpianti? «Sempre, quando si perde. Tra Pesaro e Treviso ci saremmo meritati maggior sorte, ma ormai è andata. L’importante è non perdere fiducia e speranze, perché arriveranno anche gare più alla portata per i nostri obiettivi e la nostra classifica». Al Palasegest avrete scontri importanti: Gmac, Udine, Biella, Montegranaro. «Appunto. Per questo continuo a pensare che possiamo farcela. Siamo in tante squadre a giocarci la salvezza, anche chi è davanti a noi in questo momento non può sentirsi tranquillo. Che si chiami Bologna o Caserta, non ha importanza. Al Palasegest non possiamo sbagliare gli scontri diretti, da quelle gare dipenderà la nostra sorte. Ora abbiamo una settimana per recuperare, ricaricare le pile e pensare a Milano».

Categoria: Basket
 

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