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HAROLD Jamison conosceva già Rick Apodaca, perché i due avevano militato in serie A, uno ad Avellino e l’altro a Scafati, nella stagione 2006/2007. Harold era stato uno degli «sponsor» del portoricano, aiutandolo ad inserirsi subito nel gruppo e nel gioco della Carife. La sua delusione quindi, all’indomani della vittoria contro Rieti e della positività riscontrata dal portoricano ai controlli antidoping del 14 dicembre, è stata doppia. «Apodaca? Con lui ero arrabbiato, poi si è scusato». «La vicenda di Rick mi ha rattristato e mi ha fatto anche arrabbiare molto — racconta Harold —. Sono più vecchio di lui e so che queste leggerezze non vanno commesse. La rabbia accumulata, l’ho tramutata tutta in energia sul parquet, al pari dei miei compagni. Gli ho parlato e l’ho sentito davvero addolorato per l’errore che ha commesso: domenica, prima della partita, ha inviato un messaggio a tutta la squadra per farci un in bocca al lupo, scusandosi ancora per non averci potuto aiutare di più. E’ un gesto che ho apprezzato, mi dispiace sentirlo così giù, ma gli ho detto ciò che pensavo, ovvero che l’errore è stato commesso, ma la vita continua. Ora Rick deve solo pensare a restare in forma ed a tenersi pronto per la prossima opportunità, che sicuramente gli capiterà presto, perché come giocatore ovviamente non si discute».

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