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In attesa di completare il corso d’esperienza sul parquet, Mykal Riley e Ndudi Ebi potranno fare un corso accelerato di professionismo. Nel senso che quando sali sulla ribalta ti metti consapevolmente in gioco: nei momenti delle vittorie, nelle ore che seguono le sconfitte. Carezze e appunti. Se balli, devi accettare che in pista ci sia di tutto. Il riferimento a Riley ed Ebi non è tanto legato al fatto che quando si parla di mercato Basket Club pare siano i più a rischio, semplicemente sono gli ultimi arrivati e ancora non conoscono appieno il “circus”. Quando i risultati non seguono le aspettative, in Italia sovente si cambia. Ed è una riflessione generale, non rivolta alla Carife. Ma di mercato s’inizia a sussurrare anche a Ferrara, non fosse altro perché il 24 novembre si apre la prima “finestra”: fino al 12 dicembre, chi vuole, può rafforzarsi. Dunque, la prima considerazione da fare è la seguente: il Club è al di sotto delle aspettative? Senza scandali, possiamo dire di no. Possiamo sostenere che soltanto la partita di domenica con Milano è stata buttata, che quelli erano due punti alla portata. Quindi, già si devono alzare i toni per una singola gara? Semmai, cinque partite possono essere un indizio per riflettere sul futuro. Il problema non sono le partite perse finora, ma quelle che si possono vincere se l’organico bianconero è questo. Costruita con saggezza, la Carife sta mostrando – almeno agli osservatori esterni – una certa carenza di talento offensivo. Manca un tiratore affidabile. Che potrà anche essere Riley, ma che si rischia di dover attendere troppo visto che il ragazzo dell’Arkansas sta molto soffrendo la pressione. La serie A è bestia feroce. Non aspetta. Il Club, invece, sa attendere. Così Mykal Riley potrà dare un aiuto senza pressioni. Ma sa, anche, mettere puntelli. E questo è il terzo discorso. Non c’è bisogno di sconfessare una filosofia di lavoro, ne’ di compiere un ribaltone. Ebi non può certamente essere a rischio, neppure Riley va “tagliato”. Semplicemente si può dare una limata, aggiustare il roster una volta toccato con mano come pulsa il cuore del campionato. Non è questione di sfiduciare Riley, che anzi va fatto crescere con calma. Ecco perché l’idea Dimitri Lauwers appare perfetta. È un tiratore consolidato, esperto. Che anche in difesa non si tira indietro. Non fa questione di minuti, sa muoversi in un gruppo di Valli. Collins e Lauwers, con l’uscita dalla panchina di un Riley sgravato dalla responsabilità di essere l’unica alternativa dal perimetro. Più Farabello e Zanelli. Non serve un atleta che esca dal coro, ma una tessera che perfezioni il mosaico. Se il budget lo permette.

Categoria: Basket
 

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