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Ferrara come Siena? Beh, possiamo dire di sì, senza ombra di dubbio. Questa affermazione potrebbe scatenare l’ilarità di molti, ma, pensandoci bene, è proprio così, pur con le abissali differenze emerse sul campo domenica scorsa. Ferrara come Siena per un semplice motivo: i valori che stanno alla base delle due squadre e che si palpano anche fuori dal campo. Prima di tutto non si è mai visto che un pubblico applauda una squadra avversaria al suo ingresso sul terreno di gioco. A Ferrara ed a Siena capita spesso e volentieri. A questo si può aggiungere l’estremo rispetto fra i giocatori sul terreno di gioco. Alla fine applausi per tutti in mezzo al campo. Ferrara come Siena per l’unità dei giocatori in campo. Prima dell’inizio della partita vedere Stonerook e Kaukenas sfidarsi nel tiro da tre, è stato come vedere due amiconi sul playground a passarsi il tempo a sfottersi ed a giocare come bambini. Tutte e due le squadre partono da valori prima morali poi tecnici; prima la comunione di intenti e l’integrità, poi la tecnica ed il talento. Che, per carità, ci vuole eccome (e la Montepaschi ne ha da vendere), ma senza le qualità umane non si va da nessuna parte (Fortitudo docet). Ferrara come Siena anche nell’atteggiamento dei due allenatori nel difendere sempre e comunque il loro lavoro e quello dei propri ragazzi. Pianigiani non ha tenuto una conferenza stampo post-partita, ma ha difeso i suoi ragazzi dagli attacchi poco eleganti di una stampa locale un po’ scettica su questo o quel giocatore. Non è quello che fa il nostro “architetto”, quando i suoi sono criticati secondo lui in maniera ingiusta? E questo i giocatori lo percepiscono e, tutti insieme, creano un gruppo granitico che sta poi alla base del lavoro proficuo in palestra durante la settimana. Ferrara come Siena anche nel ricordarsi del proprio passato e tenere vivi i ricordi di chi ti ha dato una possibilità e che è stato l’inizio di una splendida cavalcata che ti sta portando in cima all’Europa. Terrel Mc Intyre è questo. È stato tenerissimo nell’avvicinarsi al giemme Sandro Crovetti per una carezza alla sua bambina, che peraltro porta il nome della città che lo sta rendendo grande, Siena appunto. Ora basta con le tenerezze. Domenica viene un altro mostro sacro del nostro basket: l’Armani Jeans Milano, le famose “scarpette rosse “. Per dirne una, 25 scudetti vinti… Ricordiamoci però che la palla è comunque tonda e che, allo stato attuale, nulla si da’ per scontato. Nulla tranne l’incitamento dei tifosi ferraresi al palaSegest, sempre caldo e corretto. Bisogna aggredire la partita con i denti, “mangiare” l’avversario. Ci vediamo domenica.

Categoria: Basket
 

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