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In serie A tante squadre hanno cambiato molto. In serie A debutterà una Carife che ha cambiato poco: otto confermati e tre innesti. Due da quintetto (Riley ed Ebi) e un Rizzo che prende il posto di Foiera che non gradiva il ruolo di quarto lungo. Complesso, al momento, dare una dimensione alla prossima stagione con i taccuini invasi da squadre parecchio rinnovate; facile, invece, assegnare un contesto al Club: «Il nostro compito è centrare il 16º posto, la salvezza – dice il giemme Crovetti -; dovremo restare molto concentrati, per un’avventura difficile».
Un viaggio, ad ogni modo, esaltante. Il Club è come il Nautilus, va nelle profondità della massima serie e tutto sarà una novità. Per il viaggio, una scelta precisa: otto confermati dalla scorsa stagione. Coach Valli punta sull’affiatamento (e questo potrebbe consentire una partenza sprint), sull’esperienza di serie A che vanta Jamison, nonché su quella vastissima di Farabello. Senza trascurare Nnamaka, che con Capo d’Orlando l’élite l’ha già assaggiata. Quindi Allegretti e Zanelli, che qualche parquet di serie A l’hanno calpestato. Poi, tre nuovi arrivi. Tra questi, due volti freschi. Che suscitano la curiosità dei tifosi: Mykal Riley e Ndudi Ebi. Come sono arrivati al Club?
IL BOMBER. Mykal Reginald Riley è nato a Pinebluff (Arkansas) il 14 luglio dell ’85. Figlio di Freddie e Betty, ha un fratello minore – Don – che gioca a basket nel college. Dopo il college di Panola (Texas), Mykal è passato ad Alabama ove ha disputato due campionati Ncaa. In estate ha giocato la Summer League di Orlando con gli Oklahoma City e in quelle di Las Vegas e Salt Lake City con i Golden State Warriors. Bel tiro, rilascio rapido, veloce di piedi in uscita dai blocchi: «La trattativa per portarlo a Ferrara è stata rapida e semplice – svela Crovetti -; ero in Corsica, Giorgio Valli ogni giorno si diceva sempre più convinto delle qualità del giocatore. Era sempre più deciso. I discorsi intavolati con l’agente americano Andrew Vye e quello italiano Marco Valenza sono stati brevi e costruttivi. Abbiamo ottenuto anche un’opzione per il secondo anno: un investimento va sempre bene».
IL RIMBALZISTA. Ndudi Ebi, nigeriano, è nato a Londra il 18 giugno dell’ 84. Cresciuto con i genitori Godwin ed Elizabeth ed i due fratelli nella piccola città nigeriana di Enugu, s’è successivamente trasferito negli Stati Uniti (Houston). Appena 19enne ha saltato il college per sbarcare nell’Nba, dove molte erano le aspettative su di lui. Fisico non possente, però atleta agilissimo. Ottimo rimbalzista, mano discreta dalla media. Con Minnesota e Dallas non ha giocato moltissimo, ma ha maturato buone esperienze. Nelle foto sopra la testimonianza: marca il “marziano” Kevin Garnett (neo campione con Boston), oppure riceve consigli dal mitico Kevin “Mr Basketball” McHale: campionissimo con Boston, poi manager di Minnesota. «La trattativa con Ebi è stata più complessa – ricorda Crovetti -: Valli l’aveva visto a Las Vegas, ma i costi per noi erano irraggiungibili. Così abbiamo valutato altre situazioni: Melvin e Tyler, ad esempio. Ma a Tyler alcune clausole contrattuali non andavano bene, mentre per noi erano essenziali. Abbiamo così iniziato a valutare l’ipotesi Slay, gestito da Bernardi e Bergamaschi. E mentre facevamo qualche riflessione ecco che chiama Rizzo, agente di Jamison e rappresentante italiano della grossa agenzia statunitense Fegan».
«Il prezzo di Ebi era calato, abbiamo impostato una trattativa con lui tenendo aperta quella con Slay. Sono giocatori diversissimi tra di loro, poi Valli ha puntato su Ebi. Con piena convinzione. Ebi sta costruendosi una carriera in Europa, dopo il campionato in Israele. Essere entrato presto in Nba può averlo svantaggiato, la sua agenzia crede che giocare nel Club e nel nostro ambiente gli farà bene. Siamo convinti delle nostre scelte, ma piedi per terra».

Categoria: Calcio
 

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