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E’ tra amici LUCA DALMONTE (per lui due anni di soddisfazioni a Ferrara, dal 2005 al 2006), e prima di fare l’analisi della partita si permette una premessa generale che sembra rivolta proprio ai vecchi amici: «Se guardo i risultati di oggi, mi convinco sempre più che questo è un campionato ‘bastardo’. Stravolto quando era già fatto, con due squadre in meno, ha creato una incredibile situazione di equilibrio. Soprattutto, ha creato sin troppe ansie: siamo alla undicesima giornata, e si respirava una tensione francamente immotivata. Il discorso valeva per la mia squadra dopo le quattro sconfitte consecutive, vale ora per Ferrara: bisogna essere razionali e sereni nell’interpretare le partite e le situazioni».
Poi sotto con la Carife-Ngc: «Pensiamo alle nostre tre ultime gare: a Montegranaro abbiamo perso dopo aver condotto per trentotto minuti; con Biella abbiamo fatto fatica dopo una partita controllata; oggi a momenti gettavamo tutto al vento sempre nel finale. E sarebbe stato un vero peccato, perché abbiamo giocato una buona partita, con la giusta autorità. Cosa è andato e cosa no? Ci manca ancora continuità difensiva, anche se oggi oggettivamente molti meriti vanno all’attacco della Carife. In più alcune palle perse in maniera stupida gridano vendetta. Però abbiamo rispettato il piano partita, riuscendo a tenere ai margini Collins e Jamison, e nel finale abbiamo commesso fallo con i tempi giusti per evitare le bombe. Insomma, nel complesso una prestazione importante».
Alle frasi di Dalmonte si aggancia volentieri GIORGIO VALLI: «E’ così, viviamo le partite con eccessiva tensione. Non mi riferisco all’ambiente esterno: società e tifosi ci stanno vicini e ci fanno lavorare tranquilli, ma siamo proprio noi all’interno della squadra che per carattere somatizziamo tutto. In questo momento il rischio più grosso è quello di drammatizzare la situazione, invece dobbiamo essere consapevoli del lavoro che facciamo quotidianamente: questo è un gruppo solido, che saprà migliorare. Però, oggettivamente, fa rabbia vedere che non arrivano i risultati dopo tutta la volontà che ci mettiamo».
La partita? «Sul -1 – continua Valli – Cantù ha trovato canestri di talento da Elder, che è stato velocissimo ad uscire dai blocchi e sparare la tripla. Ma la partita non l’abbiamo forse persa lì. Il nostro è soprattutto un problema di approccio, di tensione: non a caso sul -10 all’intervallo, quando non avevamo più nulla da perdere, siamo tornati in campo senza paura. Pensate ad esempio al momento che sta vivendo Collins, che è la fotografia di tutta la squadra: sente il timore di sbagliare, e per questo non riesce a dare il meglio. E’ un circolo vizioso dal quale dobbiamo uscire in fretta».
Anche OLUOMA NNAMAKA, tra i più positivi in maglia Carife, fissa gli obiettivi: «Vinciamo una partita, e vedrete che cambieranno molte cose: a cominciare dalla classifica, finendo col nostro morale. Dove abbiamo lasciato i due punti oggi? Nei 52 punti concessi agli avversari nel primo tempo: così poi diventa difficile recuperare, e se anche lo fai, nel finale non sei lucido. Adesso pensiamo solo ad andare a Bologna per riprendere dal secondo tempo di oggi; Virtus o non Virtus!».

Categoria: Calcio
 

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