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Nove anni in Virtus da capo allenatore, tre scudetti, due Euroleghe, una Coppa delle Coppe (primo trofeo internazionale delle Vu nere, nel ’90), quattro Coppe Italia. Ettore Messina, c’è tanto di «suo» in questo museo…
«È un’esposizione molto bella perché tiene vivo il ricordo di persone che hanno vissuto insieme dei momenti bellissimi, in campo e fuori. Si tratta di una cosa da grandissimo club, al momento unica nel suo genere in Italia».
C’è qualche sezione, foto, o filmato del museo che le è particolarmente piaciuta o che l’ha colpita?
«La parte più significativa di questa esposizione è, a mio parere, la sezione che riguarda i grandi avversari.
Lì si respira il vero senso dello sport, la competizione: due grandi squadre o dei grandi campioni che si affrontano sul campo. Poi il più bravo vincerà ma è bello rendere merito a un avversario di valore».
Oltre all’apertura del museo, c’è stato anche un notevole restyling dell’impianto: dal parquet alle tribune e tutto il contorno…
«L’interno del palazzo è molto bello. Si è sempre detto che questo impianto non era adatto alla pallacanestro nonostante qui dentro si sia vinto tantissimo, ma adesso è diventato ideale per giocare a basket da un punto di vista delle luci, degli spazi e dell’accessibilità».
Dopo la pessima stagione passata, la Virtus ha investito molto in questo mercato e sulla carta sembra competitiva.
«La società ha fatto una squadra di alto livello, non solo di grandi nomi ma anche di giocatori di ottima qualità. Ora servirà tempo per amalgamare e assorbire tutti i cambiamenti, ma c’è un allenatore capace e una società forte».
Il livello del basket italiano le sembra essersi rialzato, dopo anni di evidente crisi anche a livello internazionale?
«Sicuramente molti club si sono rinforzati, però a giudicare da queste prime amichevoli mi sembra che Siena sia ancora un passo davanti a tutti».
C’è la possibilità che torni in Italia ad allenare?
«Due anni fa avrei detto sicuramente di no, oggi non lo so. Stare lontano da casa ti fa venire nostalgia di tante cose, è difficile immaginarsi nuovamente su una panchina in Italia ma adesso non lo escludo più come prima».

Categoria: Calcio
 

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