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Se Italia e italiani sono in movimento, trascinati dalla crisi verso il fondo, con gli affitti da pagare, con i conti che si prosciugano e con il lavoro che è sempre meno, una cosa ferma c’è nello stivale: la politica. E la situazione di stallo degli ultimi tempi ha spinto molti cittadini a prenderne distanza e a perdere fiducia in essa. Intanto continua tristemente a crescere il numero dei suicidi legati alla crisi, tentativi disperati di richieste – vane – di aiuto. Sotto alle Due Torri solo ieri il suicidio di un agente immobiliare nel suo appartamento di via dei Mille, un colpo di fucile pochi istanti prima che arrivasse l’ufficiale giudiziario a eseguire lo sfratto, e un tentato suicidio di un altro uomo, nella sua casa di via Santo Stefano: ha tentato di togliersi la vita infilzandosi con la sciabola. Ora è in gravi condizioni, ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore. E solo due giorni prima si era tenuta in piazza del Nettuno la manifestazione delle vedove contro i suicidi, con la disperazione di chi è rimasto solo a crescere dei figli perché il proprio compagno si è tolto la vita perché schiacciato dai debiti. Il suicidio di ieri il via dei Mille, poco prima dello sfratto, ha riacceso i riflettori sulla situazione disperata di chi non riesce più a pagare l’affitto. Secondo i dati del Sunia sono stati oltre duemila gli sfratti convalidati dal Tribunale in un anno a Bologna. Solo nell’ultima seduta in tribunale, per concordare la fine locazione tra proprietari e inquilini, sono stati oltre un centinaio i casi trattati e quattro gli accordi firmati, previsti dal nuovo protocollo. In caso di accordo la ripartizione delle spese di affitto è la seguente: l’inquilino paga solo il 35 per cento, invece del 50, sull’80 per cento del debito rimanente.
Sul fronte pignoramenti arriva invece una nota positiva da Equitalia: lo stop ai pignoramenti sui conti correnti in banca o alle poste, dove vengono versati i soldi di stipendi e pensioni. La procedura va attivata su datori di lavoro ed enti pensionistici e solo se nel caso in cui il reddito o la pensione in questione superino i 5 mila euro. In una nota di Equitalia si legge che le azioni di pignoramento direttamente sul conto corrente saranno attivabili “solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o l’ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio/pensione risulti pari o superiore a 5.000 euro mensili”.

Categoria: Attualità
 

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