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La Virtus, appena uscita dai playoff scudetto, è stata eletta ieri ufficialmente la società con più spettatori e con l’incasso totale più alto: a conferma della grande passione di Bologna per la palla a spicchi, al 2° posto negli incassi si è piazzata la Fortitudo. Basket City domina quindi a mani basse in quanto a tifosi: peccato che quest’anno, sul campo, le cose siano andate in ben altro modo. Solo settima la Virtus, addirittura retrocessa la Fortitudo, la stagione delle Due Torri è stata davvero fallimentare, soprattutto a paragone delle aspettative che erano riposte sulle due formazioni. Il day after della Virtus è stato addirittura da scossa tellurica: prima l’auto-eliminazione del patron Sabatini, che ha messo in vendita la società, e poi l’autentica epurazione di ieri pomeriggio, quando, in rapidissima successione, sono stati annunciati nell’ordine i licenziamenti del general manager Andrea Luchi, dell’allenatore Matteo Boniciolli e pure del capitano Guillerme Giovannoni. Un ribaltone in piena regola, che però stride non poco con le precedenti dichiarazioni di Sabatini, che come detto prefigurava la cessione della società bianconera. Se vuoi vendere una squadra, dovrebbe ovviamente essere l’acquirente a decidere chi tenere e chi dar via. Questo può quindi voler dire due cose ben diverse: o il patron bianconero ha già cambiato idea, e quindi rimane al suo posto di proprietario della Virtus, oppure vuole snellire la struttura societaria proprio in vista di una cessione. Qualunque sia la verità, su una cosa non ci piove: il bailamme di ieri è stato intempestivo e, soprattutto, ben poco elegante, quasi a sottolineare che si trattava di decisioni già prese prima della decisiva gara 5 di mercoledì a Treviso. Quindi non un bel comportamento, e probabilmente nemmeno così positivo per la società stessa.

Categoria: Calcio
 

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