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«Duro ed esigente, come padre e come capo, ma anche capace di gesti di grande generosità e di affettuosità inaspettate, aspetti questi ultimi che tendeva a nascondere». Così Piero Ferrari, vicepresidente del Cavallino rampante, ha ricordato il padre Enzo, fondatore della Rossa di Maranello, nel 25° anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 14 agosto del 1988.
«Coraggioso e innovatore -ha aggiunto-, sempre con lo sguardo volto al futuro: basti pensare alla decisione di fondare la Scuderia nel 1929, l’anno della Grande Crisi, e al progetto di creare una fabbrica di automobili in un’Italia che era ancora piena delle macerie della Seconda Guerra Mondiale».

Gli fa eco il Presidente del Cavallino rampante Luca di Montezemolo, per cui «L’esempio di Enzo Ferrari va tenuto sempre a mente» ed «E’ impossibile riassumere in poche parole che cosa ha rappresentato Enzo Ferrari per me. A lui, al suo coraggio, alla sua capacità di guardare sempre avanti, anche nei momenti più difficili, devo tantissimo, sia sotto il profilo personale che professionale».

Anche se di anni ne sono passati un po’, la città del “Drake”, Modena, il cui nome lui è riuscito a rendere celebre a livello internazionale, non lo dimentica, e questa mattina gli ha reso omaggio con una breve cerimonia (una deposizione di fiori) sulla sua tomba nel cimitero cittadino di San Cataldo.

Pochi chilometri di distanza lo separano dalla sua casa natale, trasformata nel Museo che è stato inaugurato l’8 marzo di due anni fa. E che, in coppia con il Museo che porta il suo nome vicino alla fabbrica della Rossa a Maranello, racconta la sua epopea di pilota, ingegnere ed imprenditore… in una parola, di sognatore.

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Categoria: Sport
 

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