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Condividere la propria giornata con quella di un pescatore, carpire i segreti della pesca, comprendere gli equilibri del mare, imparare a conoscere le specie ittiche che abitano le nostre acque. E’ il pescaturismo, attività regolamentata in Italia dal 1999, che consente ai pescatori di portare a bordo dell’imbarcazione turisti e mostrare l’attività di pesca professionale. Per l’Emilia-Romagna l’Assemblea legislativa ha approvato la delibera che velocizza e agevola le attività di pescaturismo, ittiturismo e acquiturismo.
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La legge prevede per i pescatori la possibilità di ospitare turisti nelle proprie abitazioni e direttamente sulle imbarcazioni; sostiene l’attività di ristorazione e di vendita dei prodotti tipici; individua la possibilità di attività ricreative e culturali legate al mondo della pesca. Il tutto con un taglio netto degli adempimenti burocratici. Ad esempio in caso di ospitalità fino a 12 posti letto è sufficiente il requisito dell’“abitabilità” dell’edificio, mentre per la ristorazione fino a 12 pasti, è ammesso l’uso della cucina di casa. Due piccioni con una fava si potrebbe dire: un’opportunità di integrazione al reddito dei pescatori e la possibilità per i turisti di degustare e acquistare prodotto fresco, pescato nelle nostre acque. Con i suoi 120 chilometri di costa l’Emilia-Romagna – afferma Coldiretti Impresa Pesca – è una delle regioni con più forti e antiche tradizioni di pesca, ma tra il 2000 e il 2010, secondo i dati dell’Osservatorio regionale sull’Economia ittica, il numero dei battelli è calato di 400 unità, passando in dieci anni da 1.059 a 659 barche, un trend drammaticamente simile a quello nazionale che negli ultimi trent’anni ha perso il 35% delle imbarcazioni. Intanto i pescatori non caleranno le loro reti in acqua fino al 5 settembre per il fermo pesca biologico che ha l’obiettivo di garantire il ripopolamento dei pesci nel mare e salvare così le marinerie dal collasso. Nell’Alto Adriatico, ovvero da Trieste a Rimini, il fermo è partito il 28 luglio e durerà 42 giorni. Da Pesaro a Bari le attività di pesca si fermeranno l’11 agosto, fino al 22 settembre. Poi sarà la volta dei pescherecci a partire da Brindisi e nei mari Ionio e Tirreno, dal 15 settembre al 14 ottobre. Sicilia e Sardegna decideranno autonomamente, con uno stop di almeno 30 giorni.

Categoria: Attualità
 

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