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Estate di occupazioni a Bologna, di sfratti per morosità e di edifici vuoti difficili da assegnare; di burocrazia lenta e di difficoltà nella divisione delle competenze. Sotto le Due Torri sono oltre seimila le persone in lista di attesa per avere una abitazione. La crisi economica ha fatto crescere esponenzialmente l’emergenza abitativa anche tra il ceto medio, dove chi ha perso il lavoro si ritrova a perdere anche la casa. E sono circa duemila i nuovi sfratti previsti entro la fine dell’anno.
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Ci sono poi le occupazioni abusive. “Non siamo al livello di altre città – spiega l’assessore al Welfare Amelia Frascaroli – abbiamo 18 edifici Acer occupati, si pensi che a Milano sono 7 mila. E le occupazioni attualmente in corso a scopo abitativo sono in tutto 5”. Per quanto riguarda la vicenda delle scuole Ferrari di via Toscana, che nei giorni scorsi ha visto un rimpallo di responsabilità tra il Comune, Hera e Carisbo per la sospensione dell’erogazione di luce e acqua a una sessantina di persone, l’assessore Frascaroli evidenzia che il problema deriva dal fatto che le scuole, un tempo proprietà del Comune, sono da sette anni di Carisbo, ma il passaggio delle utenze non era mai stato fatto. Dunque Palazzo d’Accursio ha continuato a pagare fino a che è stato possibile, ora la palla dovrebbe passare al reale proprietario. In realtà le famiglie che occupano lo stabile chiedono di pagare le utenze, ma sono bloccate dall’articolo 5 del Piano casa di Renzi che nega la residenza a chi occupa abusivamente.
A Bologna sono 224 gli alloggi inutilizzati in attesa di assegnazione. Sarebbero 424, ma 200 sono al momento fuori uso, alcuni da ristrutturare e altri a disposizione della mobilità interna, ovvero per chi deve cambiare casa, ad esempio se la famiglia si allarga. E poi c’è la burocrazia e i tempi lunghi. La procedura di assegnazione è la seguente: il richiedente compila il modulo allegando un’autocertificazione e viene inserito in graduatoria. Poi gli uffici procedono alla verifica dei requisiti e spesso rivedono il punteggio. Intanto il tempo passa. Al cittadino vengono poi fatte vedere tre case. Se ogni anno vengono assegnate in media 450 abitazioni, 150 devono rimanere vuote per la mobilità.

Categoria: Cronaca
 

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