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UNA VITTORIA importante. Un successo che porta la firma di quello che deve essere il tratto distintivo di questa squadra da qui alla fine del campionato: una retroguardia impenetrabile in grado di fare la differenza sui quaranta minuti. Insomma la Trenkwalder era chiamata a dare delle risposte convincenti dopo la debacle di Pavia. Ebbene le risposte sono arrivate, per la maggior parte molto positive, con, per essere veramente degli inguaribili incontentabili, un paio di aspetti, soprattutto per quanto riguarda i singoli, che dovranno essere valutati in seguito con particolare attenzione.
.Distacco
.E’ vero che è solo la terza di campionato. Ed è anche vero che la speranza è che Trenkwalder e Vanoli non arrivino appaiate in classifica al termine della stagione regolare (e qui ci riferiamo alla speranza che Reggio centri la promozione diretta, .ndr.), però, nell’evenienza in cui ciò non accadesse, la formazione biancorossa ha ipotecato la differenza canestri con il “+18” finale con cui ha concluso la partita. Un dettaglio, certamente minore, in questo scorcio iniziale di stagione, ma non secondario mano a mano che ci si avvicinerà alla fine. Inoltre, visto che continuiamo ad ascoltare il ritornello che quello di Legadue è un campionato molto equilibrato, avere rifilato questo scarto ad una diretta concorrente conterà molto al momento di tirare le somme.
.Cosa va
.Quali gli aspetti che hanno impressionato nella partita di ieri? Quello che balza all’occhio è che coach Marcelletti ha disegnato nuovi giochi per i suoi ragazzi. In particolare, la sensazione, d’acchito, è che i lunghi fossero molto più coinvolti nel ricevere palla vicino a canestro, grazie a tagli verticali decisi ed essere quindi molto più presenti sugli scarichi in posizioni pericolose. Questo ha permesso di sfruttare al meglio le caratteristiche migliori di .Chris Heinrich.: la mole e l’intelligenza cestistica; evitandogli, al contempo, di dover essere troppo meccanico nei movimenti, quindi prevedibile, quindi facilmente marcabile. Non aspettiamoci sempre 22 punti; però un buon impatto su entrambi i lati del campo, sicuramente sì. In seconda battuta .Marco Carra. assurge al ruolo di .game changer. di questa squadra. Il play racchiude in sè tutte le migliori caratteristiche di un regista moderno: sa dettare i ritmi, in un contesto di squadra solida è in grado di innescare i compagni al momento opportuno, senza, però, rinunciare ai propri tiri ed essere, quindi, pericoloso. Inoltre in difesa non fa mai mancare il suo contributo di pressione sulla palla. Insomma, mai come oggi, riecheggiano le parole del presidente Landi al suo riguardo: «E’ un valore aggiunto per questa Trenwkalder».
.Cosa non va
.Non era giornata, domenica, per .Robert Fultz.. Non è tanto l’.uovo. collezionato alla voce punti segnati (0 alla fine, .ndr.), quanto l’atteggiamento, apparentemente di sufficienza, con cui ha approcciato una partita in cui si doveva dare battaglia sin dal primo minuto, e, se è vero che “fare canestro è un arte, ma difendere è applicazione”, su questo secondo aspetto, di applicazione se n’è vista veramente poca. Infatti, alla fine, Marcelletti si è affidato a Carra nei momenti importanti, relegando il bolognese in panchina, oppure facendolo giocare in appoggio al play. Altra piccola nota stonata è la prova difensiva di .Nicolò Melli.. La percezione ed il ruolo del talento biancorosso sono cambiati in questa stagione, così il metro di giudizio nei suoi confronti. L’impressione è che la stessa aggressività e “sfacciataggine” evidenziata in attacco, dovrebbe essere riproposta anche in difesa, in particolarmodo nel fondamentale del tagliafuori difensivo. La verità è che l’età, il talento, e l’intelligenza -non solo cestistica – del ragazzo giocano ampiamente a suo favore. Perciò, la prestazione difensiva di domenica scorsa, la si può annoverare come parte di un processo di crescita naturale di questo giocatore.

Categoria: Basket
 

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