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EVOCATIVO e allo stesso tempo vivo. Sembra una contraddizione in termini, eppure il Museo della Virtus è proprio questo, un luogo dove la memoria diventa attualità grazie alle foto, ai video e alla possibilità di costruirsi la propria mostra personale, utilizzando le varie opzioni del touchscreen.
L’idea Claudio Sabatini l’ha definitivamente partorita il 20 di luglio, da lì in poco meno di due mesi è stata realizzata, anche se sarà ultimata solo a fine ottobre, ma l’occasione di avere a Bologna in questi giorni Ettore Messina era talmente ghiotta che l’inaugurazione è stata anticipata alla giornata di ieri.
Racchiuso in un progetto, quello del Futurshow Station la rinnovata Casa della Virtus, il Museo è un punto di incontro tra la passione, il passato e il presente, così nella striscia di immagini che taglia esattamente a metà il corridoio dove è allestito, la foto di Gianni Bertolotti è poco distante da quella di Brett Blizzard, mentre quella di Petteri Koponen è vicinissima a quella di Marko Jaric. In alcune aree tematiche c’è la possibilità di utilizzare un touchscreen sul quale sono presenti o nuove foto o filmati. E’ uno schermo dove con la pressione del dito è possibile scegliere le immagini o i video che più interessano, in questo modo tutti i tifosi possono costruirsi il proprio museo personale, scegliendo di rivivere quei ricordi che hanno caratterizzato la loro passione.

DIFFICILE raccontare le emozioni di una squadra che ha vinto tanto e che quest’anno compie i suoi 80 anni di vita, è molto più facile respirarle. L’ambiente suggestivo costruito da Sabatini ha colto sicuramente nel segno se due persone notoriamente imperturbabili come Sasha Danilovic ed Ettore Messina sono rimaste visibilmente meravigliate nel ripercorrere quell’esistenza che conoscono benissimo e che hanno contribuito ad essere vincente.
«Faccio i complimenti a chi l’ha ideato e realizzato — racconta il campione serbo — tutto è stato curato nei minimi particolari. Mi ha colpito particolarmente una foto di Chicco (Ravaglia, ndr) a me manca molto e mi fa piacere che ci si sia ricordati anche di lui. Io non lo scorderò mai».
Messina, invece, è rimasto colpito dalla storia raccontata per immagini. «Vedere Achille Canna che gioca in Sala Borsa è qualcosa che lascia il segno. Qui tutti quelli che hanno più di 60 anni sono stati spettatori di quelle gare, ma solo vedendo le cose calate in questo contesto capisci quanto siano importanti le radici».
TAGLIATO il nastro da diversi artefici della storia della Virtus, tra cui l’avvocato Gianluigi Porelli a cui Sabatini ha attribuito una importanza fondamentale nell’esistenza della Virtus, le sorprese non sono finite.
Varcando le tende del secondo ingresso si vede come il Futurshow Station abbia già una capienza identica a quella della passata stagione, con una differenza, ora i seggiolini ci sono in tutti i settori e sono tutte rigorosamente in fila. Nell’impianto dominano i colori bianco e nero, mentre il parquet riserva una novità, esclusa l’area all’interno dell’arco dei 3 punti, per il resto sul fondo vi è disegnata una serie di V con le stelle. Scomparso il tabellone centrale, ve ne sono due laterali mentre negli altri due angoli vi sono due maxischermi dai quali sarà possibile vedere tutto il backstage della gara, i giocatori, infatti saranno filmati dal momento in cui escono dagli spogliatoi, anch’essi ristrutturati, fino alla loro salita in campo. I corridoi sotterranei avranno alle loro pareti una sintesi in immagini del Museo Virtus. In questo modo avversari e bianconeri, sapranno sempre qual è la storia dei padroni di casa.

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