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SARA’ FORSE per le treccine oppure per il sorriso accattivante, ma questo Chris McCray, 24enne ala americana che ha il non facile compito di rimpiazzare Omar Thomas nei Crabs, assomiglia in maniera considerevole a Carmelo Anthony, la stella dei Denver Nuggets che ha appena vinto l’oro olimpico a Pechino. Quando glielo si fa notare, il neo granchio esplode subito in una risata. «Non credo che riuscirò a giocare come lui, però il mio contributo sono sicuro di poterlo dare», afferma questo ragazzo di un metro e 96 che ha avuto un’eccellente carriera a Maryland University, con 15.2 punti (col 51.6% dal campo) e 3.5 rimbalzi nella stagione da senior. Il suo ruolino non è affatto male, così va in firma con i Milwaukee Bucks. Nella Nba, però, non sono tutte rose fiori, tanto che la sua permanenza si limita ad appena cinque gare per un’esigua manciata di minuti. «Non vivo la Nba come un’ossessione — precisa —. Adesso sono in Italia e la cosa mi rende felice. So che la Legadue è competitiva e a me quello che piace di più è giocare. Amo profondamente il basket, è da quando ho 6 anni che sono innamorato di questa disciplina». E questo amore per la pallacanestro potrà sicuramente appagarlo a Rimini, poiché i 17’ che gli venivano concessi mediamente lo scorso anno in Belgio, qui in riviera andranno a raddoppiare o giù di lì. «Grande, non chiedo altro. Nell’Ostenda c’erano cinque americani, solo nel mio ruolo eravamo in tre… E’ chiaro che lo spazio non era tantissimo, ma se posso giocare di più io sono solo contento».
NELLA PARENTESI belga McCray disputa pure l’Uleb Cup, facendosi un po’ le ossa nel vecchio continente. «Mi è piaciuto disputare la coppa, ho avuto inoltre l’opportunità di vedere molte città europee, di fare qualche esperienza in più. C’è stata solo una cosa negativa: mi mancava la famiglia», aggiunge Chris, che nonostante la giovane età al di là dell’Oceano ha due figli, Christopher di 3 anni e Christian di 2.
BAMBINI che lo raggiungeranno più avanti, accompagnati da una zia. Ma al fuori dell’adorato basket, che tipo è McCray? «Uno tranquillo, legato alla famiglia: mia madre, mia sorella… Poi, quando posso, me ne sto all’aria aperta, nei parchi». E qualcosa di meno convenzionale ci sarà pure: o no? «Mi piace la vita notturna», risponde senza pensarci su troppo l’americano, sotto lo sguardo ‘lievemente’ preoccupato di Renzo Vecchiato, general manager della Coopsette. Un Vecchiato che ci tiene a fare una precisazione. «Avevo accusato Massimo Bianchi (il coach dell’Andrea Costa Imola, ndr) per aver detto determinate cose su De Pol, ma quelle dichiarazioni non le aveva fatte lui. A Massimo, dunque, chiedo pubblicamente scusa», si congeda il dirigente riminese, mettendo un pietra sopra una polemica iniziata la scorsa settimana.

Categoria: Basket
 

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