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Decollato alle 22.35 italiane di martedì da Houston, è atterrato, via Francoforte, all’aeroporto “Marconi” di Bologna ieri pomeriggio alle 14.22. Ndudi Ebi approda a Ferrara assieme alla fidanzata Natasha e al figlioletto di tre anni, Nile. Le porte della sede di Corso Giovecca per il neo arrivato si aprono proprio mentre il velocista Bolt infrange anche il record del mondo sui 200 metri.
Faccia stanca per il lungo viaggio (oggi ha le visite mediche, poi l’allenamento al palaSegest), appassionato di musica (hip pop), già conoscitore del Balloons festival e dell’uso della bicicletta a Ferrara, Ebi è già un “busker” ad honorem, grazie alla presenza del vicepresidente bianconero Paolo Bruschi.
«Aspettavamo Ndudi da alcuni giorni – le parole del dirigente -, conoscete già il suo passato. Conta davvero molto lo spirito con cui arriva a Ferrara: è già un “busker” ad honorem nominato in giornata. Ritengo che abbiamo messo assieme un bel gruppo».
«Ebi – ha dichiarato il giemme Sandro Crovetti -, ha completato martedì le pratiche per l’ottenimento del visto, che sono state lunghe e complicate. Alla fine tutto è andato bene. Siamo convinti di avere acquistato un giocatore davvero importante per la nostra squadra, che andrà ad integrarsi nello spirito del gruppo: è fisico, molto atletico, grande rimbalzista e stoppatore, un giocatore d’area con buon tiro dalla media».
Ecco che tocca a Ndudi Ebi: modi pacati e capelli sparati all’insù, stile rasta.
«Sono felice di essere arrivato a Ferrara, città ideale in cui vivere – le sue prime parole -, il mio obiettivo principale è di dare alla squadra tutto ciò di cui ha bisogno. Sono un grandissimo lavoratore e so di fare il mio dovere se il gruppo conquista buoni risultati. Ho conosciuto Jamison ad un camp di allenamento a Houston, abbiamo avuto lo stesso coach, John Luckas. Io e Harold saremo una grande coppia sotto canestro».
Conosce qualche americano che gioca in Italia?
«No, ma sono certo che incontrerò molti amici in Italia. Il campionato italiano? È una lega molto dura ed impegnativa – ha continuato Ebi -; per me è la prima volta che arrivo in Europa, anche se lo stile di vita in Israele è molto simile a quello americano».
Che ci dice della sua esperienza israeliana?
«È stata molto interessante, una grande sfida per me stesso; è andata bene».
Nel suo futuro c’è l’Nba?
«Credo che verso i 26 anni (adesso ne ha 24; ndr) giocherò in Nba, il ché significa che passerò due anni a Ferrara».
L’incontro con Ndudi Ebi, la pronuncia corretta è Endi Ibi, si chiude con un bel sorriso. Ci metterà davvero pochissimo ad entrare nel cuore dei tifosi bianconeri, che dal tardo pomeriggio di oggi potranno già ammirarlo in campo.

Categoria: Calcio
 

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