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GILBERTO Sacrati vuole i risultati. La seconda stagione piena, dopo quasi diciotto mesi di preziose esperienze, ma pure di brucianti delusioni, dovrà essere quella del decollo. Per questo, il grande capo della Fortitudo ha messo Zoran Savic a capo delle operazioni per fare la squadra, e ne ha fatto il primo volano dell´ambiziosa nuova era biancoblù, che dovrà crescere di pari passo col Parco delle Stelle.
Sacrati, l´estate è stata soddisfacente in relazione ai traguardi progettati?
«Quello che ci eravamo prefissati l´abbiamo raggiunto. Non sono stati mesi facili, anche per me, che non ho lavorato direttamente sul fronte tecnico, ma su tutti gli altri, e a fine mese andrò in vacanza. Savic ha svolto molto bene l´incarico: meglio di lui non potevamo trovare».
L´operazione che l´ha soddisfatta di più?
«Il colpo di Qyntel Woods è stato grande, e da lì è venuto tutto il resto, notevole».
Quanto è costata la Fortitudo?
«Il budget non lo dirò mai. Non abbiamo speso follie, le cifre per certi big andavano oltre ogni umana possibilità: complessivamente siamo in linea con la passata stagione. Precisi e oculati. L´anno scorso è stato travagliato, non perso. Non sapevo nulla di basket, adesso ho imparato».
Per migliorare il bilancio sarebbero da sistemare i contratti di Drucker e Thomas.
«Non vedo il problema. La situazione è ormai risolta. Daremo Thomas in prestito e, quanto a Drucker, io non l´ho mai confermato: Zoran si sta occupando di risolvere questa disavventura».
Un neo ci sarebbe: Basile.
«Sapevamo bene com´era la situazione. Gianluca sarebbe stato un buon ritorno: gli abbiamo lasciato la porta aperta fino all´ultimo, pur continuando a fare il nostro mercato. Ha fatto una scelta per la sua famiglia, rimettendoci, a mio giudizio, dei soldi. Chi è arrivato lo sostituirà bene».
E Bagaric?
«Ha fatto le sue scelte. L´offerta c´era, ma lui ha deciso di andar via».
Che Fortitudo si aspetta?
«Dico che ci credo. L´età media è di 26-27 anni, con elementi di sicuro talento e giovani promettenti: una squadra creata per far bene, senza scelte casuali o raffazzonate, e anche per crescere. Ci sono italiani importanti che dovranno trasmettere entusiasmo agli altri».
Obiettivi?
«L´Eurolega rimane il nostro difficilissimo gol, ma abbiamo lavorato per questo. Poi, dico che mi piacerebbe arrivare in finale, sia in campionato sia in Uleb Cup».
La concorrenza come la vede?
«Siena sempre super, poi in tante hanno fatto bene e hanno i nostri stessi traguardi: Virtus compresa, ovviamente. Immagino proprio un bel torneo, difficile, però di nuovo ad alto valore. Vedo che la Benetton è poco quotata, ma non ci credo, anche loro hanno lavorato bene nel sottobosco».
C´è grande attesa per il derby. Come ha preso i motteggi di Sabatini, poi rientrati con le scuse?
«Sembrerò strano, ma non sono curioso del prossimo derby. Attendo la stagione nella sua interezza, perché qui chi rischia sono io. E preferisco non parlare troppo degli altri o di rispondere a certe situazioni. Ripeto: quelli che volevamo li abbiamo portati a casa e aggiungo che Koponen non era nei nostri obiettivi finali. Desidero che la Fortitudo intera mantenga un profilo bassissimo: non perdiamo tempo, vediamo di far parlare i fatti».
Sono due i fronti che diranno quale Fortitudo ci sarà in futuro: quello sportivo e il progetto del Parco delle Stelle.
«Entro qualche settimana lo presenteremo, in Italia e all´estero. Sarà fondamentale per avvicinarci alla possibilità di avere una squadra autofinanziabile, almeno a certi livelli. Dovranno arrivare entrate non solo dai biglietti, questo è logico. La prima pietra, o il primo cantiere, partirà nella seconda metà del 2009. E tutto il parco si svilupperà e sarà completato simultaneamente, non una parte alla volta».
Sarà ancora Upim lo sponsor?
«Il contratto triennale sarà portato a termine. Andremo avanti con loro, ma contiamo di trovare un partner principale, che ci accompagni in campionato e in coppa. Per questo tengo parecchio anche all´Uleb. La Fortitudo deve riconquistare la forza politica coi fatti: il progetto e i risultati dovranno farci tenere in considerazione da tutti, anche in Europa».

Categoria: Calcio
 

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